MPS: ANCHE DA NOMURA ARRIVA LA CONFERMA SULLA VERA NATURA DELL’OPERAZIONE ALEXANDRIA
FURONO DERIVATI E NON TITOLI DI STATO. CODACONS RIVOLGE UN APPELLO AL CDA DELLA BANCA SENESE
Nel corso della prima udienza a Londra di fronte all’Alta Corte di Giustizia nel caso Nomura International Plc/Banca Monte dei Paschi di Siena SpA, si è appreso che Nomura avrebbe pacificamente riconosciuto che le operazioni poste in essere nel 2009 come parte della ristrutturazione ‘Alexandria’ e tuttora rappresentate nel bilancio di MPS come Titoli di Stato ed operazioni ancillari (Swap, Long Term Repo), sarebbero semplicemente derivati (credit default swap). Tra l’altro il revisore del bilancio di Nomura è Ernst & Young, ovvero la stessa società di revisione del bilancio di MPS. La circostanza ammessa da Nomura era stata pacificamente già riconosciuta dalla sentenza del Tribunale del Riesame di Siena del luglio scorso.
Le affermazioni di Nomura vanno ad aggiungersi alle dichiarazioni pubblicamente rese da Deutsche Bank nel luglio scorso, ovvero che la banca tedesca avrebbe contabilizzato l’equivalente operazioni con MPS come prestito fuori bilancio sterilizzandone il rischio con operazioni di credit defaulr swap. Paradossalmente la circostanza che le operazioni a tutt’oggi contabilizzate nel bilancio di MPS come Titoli di Stato ed operazioni ancillari di finanziamento e copertura sarebbero derivati creditizi, era stata riconosciuta persino da una circolare emessa dalla Banca d’Italia, dalla Consob e dall’IVASS a firma Visco/Vegas/Saccomanni (circolare N.6 dell’8 marzo 2013) apparentemente non recepita da MPS senza che gli organi di vigilanza siano nel frattempo intervenuti per ingiungere a MPS la correzione del bilancio.
Si ricorda che l’approvazione dei Monti Bond da parte del Parlamento è stata condizionata al parere favorevole della Banca d’Italia rilasciato il 26 gennaio scorso su cinque quesiti tra cui l’adeguatezza patrimoniale ed il profilo di rischio di MPS: ove le operazioni eseguite da MPS con Deutsche Bank e Nomura non fossero titoli di Stato ma derivati, tanto il profilo di rischio quanto il capitale di vigilanza ne sarebbero condizionati pertanto il parere rilasciato dalla Banca d’Italia sarebbe stato basato su presupposti errati e dovrebbe essere sottoposto a nuova verifica.
Lo afferma il Codacons, che rivolge oggi un appello al CdA della banca senese. “Invitiamo il Consiglio d’Amministrazione di MPS a tener conto delle informazioni che continuano a susseguirsi in merito alla reale natura dell’operazione Alexandria, da ultimo le dichiarazioni rese da Nomura, anche al fine di non pregiudicare la correttezza del Piano di Ristrutturazione che il CDA si accinge ad approvare, ove questo si dimostrasse basato su una rappresentazione contabile della posizione attuale della Banca che possa successivamente rivelarsi non corretta – spiega l’associazione – Rinnoviamo la nostra disponibilità a riferire al Cda di MPS il nostro punto di vista su tutta la materia e sulle azioni che a questo punto dovrebbero essere immediatamente intraprese a tutela non solo della Banca (azionisti, dipendenti, ecc.) ma anche della Pubblica Amministrazione (Stato, Comune di Siena, Provincia e Regione) i cui interessi in questa vicenda sono assolutamente allineati”.
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