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28 Ottobre 2013

Mps, Adusbef e Codacons denunciano Draghi

Mps, Adusbef e Codacons denunciano Draghi

Presentato un esposto
alla Procura della Repubblica di Roma contro il presidente della Bce per
le indebite pressioni fatte nei confronti della Commissione Ue in fatto
di aiuti di Stato alle banche e per omesso controllo all’epoca dei
fatti

 Adusbef e Codacons ancora sul piede di guerra nella vicenda Mps. Le due associazioni di categoria hanno infatti depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma contro il presidente della Bce Mario Draghi per le indebite pressioni fatte nei confronti della Commissione europea in fatto di aiuti di Stato alle banche.
Nel comunicato congiunto le due associazioni spiegano che, come riportato dai mass media, Draghi avrebbe inviato nel luglio scorso una lettera al vicepresidente della Commissione europea Almunia, relativa all’applicazione delle norme sugli aiuti di Stato agli istituti di credito.
“Una conversione forzata del debito in azioni potrebbe non essere giustificata in alcuni casi, come quando una banca, dopo la revisione sulla qualità degli attivi, ha un livello di capitale superiore a quello minimo richiesto ma inferiore al tetto fissato negli stress test, oppure ha bisogno di capitale aggiuntivo per qualsiasi altro motivo e la ricapitalizzazione attraverso un aumento di capitale è ritenuta non fattibile in quel momento”. In questo scenario, spiega il numero uno dell’Eurotower, ”la banca non è in fallimento, è solvibile ma il supervisore chiede un aumento di capitale per migliorare la fiducia”. In alcune circostanze, quindi ”gli aiuti di Stato dovrebbero essere possibili per ricapitalizzare le banche in via precauzionale”.
A tal proposito, Adusbef e Codacons spiegano che “non v’è chi non veda come l’invito del presidente della Bce a elaborare eccezioni su misura per gli istituti bancari rappresenti una evidente forzatura della disciplina applicabile in punto di aiuti di Stato anche considerando che la predetta strategia sembra essere surrettiziamente indirizzata al forzato salvataggio del gruppo Monte dei Paschi di Siena”. In punto di disciplina comunitaria, infatti, “le misure di sostegno finanziario concesso attraverso risorse pubbliche che siano idonee ad attribuire un vantaggio economico a talune imprese e a incidere sulla concorrenza sono in principio incompatibili con il diritto dell’Unione, pur contemplando, alcune deroghe”, scrivono le due associazioni nell’esposto.
Ma non è tutto. Le due associazioni tirano in ballo anche il comportamento di Draghi per omessa vigilanza all’epoca dei fatti. “Tra le altre circostanze, inoltre, risulta dover essere accertata la responsabilità dell’attuale presidente della Bce in relazione alla omessa vigilanza e controllo sulla vicenda che vede coinvolta Mps quando lo stesso aveva la carica di governatore della Banca d’Italia, rilevante ai fini del disposto di cui all’art 40 comma 2, secondo cui non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo”, si legge nell’esposto.
Di conseguenza, le due associazioni chiedono alla procura di Roma di accertare la sussistenza di condotte penalmente rilevanti in riferimento alla violazione degli artt 414 e 415 c.p. in relazione alle condotte di Draghi e di disporre il sequestro delle comunicazioni intercorse tra il presidente della Bce e il vicepresidente della Commissione europea e il presidente dell’Eurogruppo e ai governatori di Eurolandia.

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