3 Febbraio 2013

Mps, 10 indagati E il Tar non ferma il «salva-banca» Vota Antonio

Mps, 10 indagati E il Tar non ferma il «salva-banca» Vota Antonio

La Lega critica Napolitano: «Vuole coprire lo scandalo e così aiutare il Pd» DANIELE VAIRA Proseguono le inchieste sul Monte dei Paschi e, allo stesso tempo, non si arrestano le reazioni politiche. Ieri è stato Roberto Maroni ad attaccare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che aveva chiesto di tutelare l’ interesse nazionale, evitando il «cortocircuito tra stampa e giustizia con la pubblicazione di notizie infondate». Il leader della Lega ha risposto: «La brutta impressione è che sia sceso in campo per coprire lo scandalo Mps e attenuare i riflessi negativi che sta avendo sulle sorti elettorali del Pd». Critici con il Colle Beppe Grillo e anche Antonio Di Pietro dell’ Idv, che ha parlato «di censura». I magistrati, intanto, vanno avanti. Sarebbero infatti una decina in tutto gli indagati da parte della Procura di Siena e tra loro non ci sarebbero politici. Sotto la lente di ingrandimento degli investigatori ci sono alcune operazioni compiute dall’ ex management dell’ istituto. In particolare, i pm vogliono capire le modalità dell’ operazione di acquisizione di Antonveneta, rilevata dall’ istituto di Piazza Salimbeni per circa 10 miliardi di euro dalla Banca Santander che invece l’ aveva acquistata a 6,6 miliardi di euro. In Procura si precisa che si tratta di ordinaria attività istruttoria, come in tutte le inchieste. Già domani dovrebbero svolgersi i primi interrogatori degli indagati. Tra le ipotesi di reato, quella di associazione a delinquere, false comunicazioni, ostacolo alla vigilanza, aggiotaggio, turbativa e truffa. Intanto, il Tar del Lazio ha respinto l’ istanza del Codacons di sospensione dei Monti bond, titoli di debito che dovrebbero essere sottoscritti dallo Stato a sostegno della capitalizzazione di Mps. Lo ha annunciato in una nota la Banca d’ Italia, spiegando che «il procedimento per la sottoscrizione dei nuovi strumenti finanziari può proseguire il suo corso». Situazioni «poco chiare» erano state evidenziate nel bilancio 2011 da 321 piccoli azionisti di Mps, riuniti nell’ associazione Buongoverno. In particolare, parevano eccessivi i 58,069 milioni usati per pubblicità e sponsorizzazioni. E proprio su quella situazione era stato presentato un esposto a Bankitalia e Consob. Intanto ieri Mps ha dato il via alla «campagna verità» su Facebook: un modo per informare, soprattutto, i correntisti. Altro filone e polemiche Ma le inchieste non riguardano solo Mps. E non si indaga solo a Siena. Nelle indagini della procura di Trani sui derivati sottoscritti con forti perdite da imprenditori del nord barese, ci sono altre quattro banche: Bnl, Unicredit, Intesa San Paolo e Credem. Usura e truffa aggravata i reati ipotizzati nei confronti di diverse decine di indagati, quasi tutti funzionari e dirigenti dei cinque istituti di credito. Un’ indagine che ha fatto intervenire anche il Procuratore di Milano, Edmondo Bruti Liberati, che ha denunciato come per qualcuno, «la regola della competenza territoriale sia un optional». RIPRODUZIONE RISERVATA.

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