24 Luglio 2010

Mozzarelle blu: stavolta nel mirino l’italiana Granarolo

 
Roma, 23 lug (Il Velino) –  Esplode un nuovo caso di “mozzarelle blu”. E questa volta a finire nell’occhio del ciclone non è un’azienda tedesca ma l’italiana Granarolo. Dopo che si è diffusa la notizia di due mozzarelle alterate in zona Torino sia il Codacons sia la Coldiretti hanno chiesto al gruppo emiliano romagnolo di fare chiarezza. La scoperta è stata resa nota dal quotidiano LA STAMPA proprio quando le polemiche sulle mozzarelle blu “made in Germany” sembravano rientrate. Nell’articolo della STAMPA si legge che “Le mozzarelle con il marchio Granarolo sono state acquistate all’ipermercato Auchan di Rivoli, alle porte del capoluogo piemontese. Il caso è già al vaglio del procuratore Raffaele Guariniello, titolare dell’inchiesta, e gli esami dell’Istituto zooprofilattico confermano che la causa dell’insolita colorazione è sempre lo Pseudomonas fluorescens. Un batterio che tende a virare al blu e che prolifera a velocità e in quantità enorme se esistono carenze igieniche nell’acqua. Le indagini sono ancora in corso, tuttavia agli inquirenti risulta un legame tra le due industrie. La Granarolo acquista dalla collega tedesca materiale per ‘lavorare’ alcuni prodotti. La risposta, quindi, potrebbe forse trovarsi nel passaggio di derivati made in Germany”.
Immediate le reazioni. Il Codacons ha denunciato la Granarolo alle Procure di Torino e Bologna e alla Corte dei conti dell’Emilia-Romagna per pubblicità ingannevole. “Qualora fosse vera questa circostanza e i prodotti Granarolo non venissero realizzati esclusivamente con materie prime italiane – ha spiegato il presidente Carlo Rienzi – vi sarebbe un danno non solo per i consumatori, ma anche per l’economia nazionale”. Il presidente ha fatto riferimento alle pubblicità dell’azienda relative al "Latte Alta Qualità", che “parlano di mucche italiane selezionate, di filiera garantita e controllata e di latte garantito e certificato ogni giorno con controlli più numerosi e approfonditi di quelli di legge”. L’associazione dei consumatori ha chiesto di verificare se l’eventuale pubblicità come italiani di prodotti realizzati anche con materie prime straniere, possa configurare possibili reati come frode in commercio o truffa aggravata e di avviare un’indagine per accertare possibili danni all’erario connessi alle export e al discredito per il made in Italy. Dure le reazioni anche di Col diretti e di Federconsumatori. Quest’ultima è tornata a chiedere che si faccia chiarezza in etichetta sulla provenienza dei prodotti. “Sempre piu’ spesso la salute dei cittadini e la corretta e sana alimentazione vengono compromesse da cibi anonimi, con scarse qualita’ nutrizionali, o addizionati e di origine per lo piu’ sconosciuta. Tali episodi – ha denunciato il presidente Trefiletti – oltre a determinare elevati rischi per la salute dei consumatori, aggrediscono e danneggiano il patrimonio agroalimentare nazionale”.
In risposta la Granarolo Spa ha rassicurato in una nota che "la mozzarella Granarolo viene prodotta in Italia e che la dicitura riportata sulla confezione ‘solo latte fresco italiano’ indica che la materia prima e’ esclusivamente di origine italiana" precisando di non aver mai acquistato “latte, mozzarella, semilavorati o ingredienti dalla società tedesca Jaeger”. Granarolo ha poi puntualizzato di non essere mai stata sentita o contattata dalla magistratura di Torino e di non aver “mai ricevuto alcuna comunicazione o notifica da parte delle Autorità sanitarie sul caso citato”. L’azienda "resta a disposizione delle Autorita’ competenti per ogni accertamento che si rendesse utile o necessario a chiarire il caso sollevato da La Stampa e si riserva di tutelare con ogni mezzo e in tutte le sedi la propria immagine e reputazione dalla diffusione a mezzo stampa di informazioni non veritiere e/o non adeguatamente supportate". "Le tensioni in atto nel settore caseario – ha dichiarato il presidente, Gianpiero Calzolari – stanno creando un clima opaco e comunque poco favorevole alla chiarezza di cui hanno bisogno, in particolare in un momento come questo, tanto i consumatori quanto gli attori della filiera. Granarolo non si presterà a questo gioco".

 

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