Mozzarella, il minsalute in difesa
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fonte:
- Italia Oggi
I Nas: è una bolla mediatica
Patta: la diossina rilevata potrebbe non essere tutta italiana
L`Italia risponderà entro 48 ore, alla richiesta di chiarimenti dell`Unione europea circa la vicenda delle mozzarelle di bufala contaminate alla diossina. Ma la diossina rilevata in alcuni caseifici produttori di mozzarelle di bufala potrebbe non essere tutta “italiana“ ma contenuta nel latte di provenienza estera. è questa la linea di difesa del ministero della salute emersa al termine di un vertice sulla questione. Il sottosegretario del dicastero Gian Paolo Patta ha annunciato che l`Italia darà risposte sulle inchieste e analisi “probabilmente anche prima di 48 ore anche perché l`Unione europea realizza riunioni periodiche e Bruxelles è continuamente aggiornata e informata sulla situazione italiana, si tratta semplicemente – ha detto Patta – di aggiornare un dato che in larga misura Bruxelles ha già presente“. Per quanto riguarda Corea del Sud e Giappone “le mozzarelle sono ferme in attesa dei chiarimenti dell`Italia e le nostre ambasciate stanno già rispondendo alle domande poste da questi paesi in attesa di analisi, ma nessuna mozzarella è stata fermata in seguito ad analisi che hanno rilevato diossina, sia in Corea sia in Giappone“. Per Patta comunque “la provenienza della diossina può essere ricondotta anche a partite di latte di provenienza estera, che a volte hanno un`origine non pulita e illegale“. In ogni caso, ha aggiunto, “ci possono essere una serie di fattori che portano alla contaminazione: l`erba non dovrebbe presentare tracce, perché i vegetali non la assorbono, e anche i mangimi analizzati sono risultati negativi. Stiamo analizzando ancora le possibili cause: una parte potrebbe provenire dai rifiuti bruciati, un`altra essere di provenienza estera. Comunque – ha ribadito – non è una presenza diffusa sul territorio campano, e non c`è alcun rapporto tra diossina e rifiuti urbani“. Sulla vicenda delle mozzarelle di bufala alla diossina secondo il sottosegretario “bisogna evitare la psicosi, di ripetere l`esperienza dell`aviaria: l`Italia è uno dei paesi che esercita in Europa più controlli, abbiamo sistema di controlli concordato con la Ue che è particolarmente importante“. Patta, ha auspicato che “non si ripetano gli errori fatti con l`aviaria, quando c`è stato un crollo dell`80% del consumo dei polli per poi scoprire che nessun allevamento italiano era stato contaminato: un atteggiamento indiscriminato senza considerare quello che si sta facendo e le garanzie che ci sono può essere un danno per tutti gli italiani. I cittadini – ha continuato – devono informarsi sulla situazione degli allevamenti nei quali ci sono problemi, dove sono localizzati: i prodotti che arrivano sulle tavole subiscono parecchi controlli, ci sono anche le indicazioni di provenienza“. In ogni caso, ha precisato, con le indagini “sono stati individuati dei casi assolutamente minimi rispetto alla somma degli allevamenti che producono mozzarella: li stiamo monitorando, abbiamo sequestrato il latte e fatto gli esposti alla magistratura. La situazione è sotto controllo“. Cautela, quindi, nel lanciare falsi allarmi: “I danni di immagine sono notevolissimi: è chiaro – ha concluso Patta – che dire che la mozzarella è positiva vuol dire mettere in dubbio la positività di tutta la nazione italiana“. Intanto sulla questione scendono in campo anche i Nas. “Non c`è nessun bando sulla mozzarella campana da parte dei paesi asiatici, neanche in Corea del Sud“, e “non ci risultano mozzarelle ferme alla dogana in Giappone“. Secondo il generale Saverio Cotticelli, fermo restando che “le analisi non sono ancora concluse ma verranno rese note nei tempi previsti, molto presto, c`è molto allarmismo, un allarme esagerato che si riverbera in maniera drammatica sull`economia di una regione già provata. è tutto una bolla mediatica – conclude Cotticelli – ma dobbiamo essere seri e aspettare i risultati delle analisi, perchè finora tutto è basato su ipotesi, su teoremi“. Due conti li ha fatti il consorzio di tutela che denuncia: in due mesi persi 30 milioni di euro. Dal canto suo il Codacons ha annunciato una class action “in relazione ai danni economici subiti dai produttori di mozzarella di bufala“. Secondo l`organizzazione dei consumatori, l`allarme diossina “ha fatto crollare le vendite addirittura del 60%, determinando danni economici per milioni di euro. Invitiamo i produttori di mozzarelle di bufala – dice l`organizzazione – a unirsi per avviare tramite il Codacons una class action nei confronti dei responsabili della crisi e chiedere il risarcimento per i danni all`immagine subiti dal prodotto“.
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