1 Maggio 2008

Movimento Difesa del Cittadino: operazione di trasparenza

La pubblicazione on-line dei redditi dei cittadini è un atto “di trasparenza democratica“ oppure una “chiara violazione della privacy“? Su questo si sono infiammati gli animi dei dirigenti delle associazioni consumatori, degli ordini professionali, oltre quelli dei futuri appartenenti alla maggioranza del nuovo governo. E, per la verità, sono state più le critiche che i consensi a prevalere, non tanto perchè le dichiarazioni non fossero pubbliche per legge, ma perchè sono state messe on-line dove anche i ragazzini hanno potuto ficcanasare sul vicino di casa senza lasciare traccia. Il più feroce è stato Beppe Grillo: “Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l`indirizzo della casa del contribuente. E` una colonna infame“. E ancora: “I rapimenti delle persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere, potrà andare a colpo sicuro“. Le associazioni dei consumatori sono divise. “E` un vergognoso strumento di delazione accusano Adusbef e Federconsumatori, mentre il Codacons e l`Aduc denunciano “una grave violazione dei diritti fondamentali dei cittadini“, preannunciando ricorsi. Il Movimento in Difesa del Cittadino sostiene, però, che si tratta di un passo avanti verso la trasparenza: “In particolare sarebbe un atto di grande civiltà e di trasparenza politica che ogni candidato alle elezioni politiche e amministrative pubblicasse la sua dichiarazione dei redditi al momento della candidatura“. Di parere opposto Adusbef e Federconsumatori che, durante il pomeriggio, affilano le loro polemiche, e sostengono: “Gli elenchi on-line attivano solo la morbosa curiosità dei vicini e dei parenti verso redditi onestamente guadagnati“ ed “espongono i contribuenti ad atti ritorsivi, mentre lasciano indisturbati i soliti evasori“. Il presidente del Codacons Carlo Rienzi minaccia di arrivare alla Corte europea della Giustizia “in quanto è chiaro che in materia di privacy la legge italiana è insufficiente“. E annuncia di aver predisposto un sito “www.codacons.it“ con un modello che gli “utenti possono scaricare per avviare le dovute azioni contro l`Agenzia delle Entrate e chiedere fino a 1000 euro ciascuno di indennizzo per la grave violazione della privacy subita“. Il ministro dello Sviluppo Pier Luigi Bersani invece sostiene che “la questione è semplice. La pubblica amministrazione deve garantire la massima trasparenza. Sta al garante della privacy dire fin dove si può arrivare“. L`opposizione si è scatenata contro Visco. Anche Luca Volontè, Udc, sostiene che la pubblicazione on-line delle dichiarazioni dei redditi di milioni di cittadini italiani è la “più evidente dimostrazione dell`istinto vendicativo che Visco nutre nei confronti di chi lo ha punito nella tornata elettorale“. Il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti Claudio Siciliotti commenta che “nella peggiore dell`ipotesi, oltre al terrificante rischio che ognuno sia controllore e all`occorrenza delatore dell`altro, fa correre non pochi rischi in termini di sicurezza, facendo aumentare fenomeni delinquenziali, quali, ad esempio, estorsioni e rapine“. Per l`economista Renato Brunetta “è corretto che tutti conoscano il reddito dei cittadini italiani e che i radditi siano totalmente conoscibili. Ma va evitato il fisco-spettacolo. La trasparenza in materia fiscale è un obbligo ma vanno studiati i modi e le forme“. Molto meno conciliatori i toni degli esponenti della Pdl. Guido Crosetto la definisce “una viscata che non aiuta né i contribuenti né il Paese“.

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