25 Aprile 2014

Movida, l’ ultima battaglia dei residenti nei caruggi un marchio di qualità ai locali non fracassoni

Movida, l’ ultima battaglia dei residenti nei caruggi un marchio di qualità ai locali non fracassoni

SEGUE DALLA PRIMA DI CRONACA ERICA MANNA PROPRIO così: per premiare, con il marchio “Buena Movida”, il locale più rispettoso. I “seggi” saranno aperti il 29 e 30 aprile, nelle sedi di Assoutenti di vico del Ferro 17 r, di Assest a Santa Maria di Castello 12 e delle altre associazioni che partecipano, come Adiconsum (in piazza Campetto 10) o Codacons, in via XXV aprile 16. Ma in cantiere non c’ è solo lo scrutinio: è nato, infatti, il “kit degli esposti”. Ovvero, i documenti – e i consigli – bell’ e pronti per chi voglia presentare un esposto, appunto, per denunciare gli schiamazzi notturni. Una guerra senza quartiere? «No, vogliamo semplicemente tutelare tre diritti – spiega Furio Truzzi di Assoutenti – al riposo, al divertimento e al business. Quel che è certo è che questo premio, Buena Movida, è un segnale preciso a una mala movida da combattere. E potrebbe diventare anche una forma di certificazione dei locali, una sorta di bollino di qualità che preveda premi e incentivi». Nel minino di residenti e associazioni c’ è un divertimento notturno che «sta degenerando – spiega Bertini – molti circoli tengono aperto tutta la notte, ci sono sempre più giovanissimi che si riuniscono già muniti di vodka e gin nelle bottiglie di plastica. Ecco, noi non vogliamo che una zona di pregio come il Centro storico si trasformi in una terra di nessuno». I residenti hanno anche stilato una mappa delle zone calde: piazza delle Erbe, San Donato, piazza Ferretto, Salita Pollaiuoli, San Bernardo e via dei Giustiniani. «A Genova bisogna prendere spunto da Parma – propongono Assest e Assoutenti – dove vige una delibera che prevede che in alcune strade i locali chiudano a mezzanotte durante la settimana e all’ una nei giorni prefestivi. Faremo questa proposta all’ amministrazione. E chiederemo anche che i minimarket abbassino le serrande alle 21». Il Comune con il Municipio Centro Est, in realtà, ha già sul tavolo una bozza di regolamento sulla convivenza civile, che sarà presentato nei prossimi giorni. «Con gli assessori Francesco Oddone ed Elena Fiorini abbiamo messo a punto una serie di linee guida su questi temi – spiega Simone Leoncini, presidente del Municipio Centro Est – per regolare con ordinanze gli orari di chiusura dei locali. Per i minimarket, l’ idea è di imporne la chiusura alle 21. E se non fosse possibile a livello normativo, impediremo che dopo quell’ ora siano anche solo messi in mostra gli alcolici: perché devono essere negozi di vicinato, non uno spaccio di alcol». Altro progetto riguarda la sosta davanti ai locali: «Dopo una certa ora non sarà più possibile asportare le bevande: nemmeno nella plastica – annuncia Leoncini – dunque, o si consumano dentro, o nel dehor». La battaglia tra movida e residenti, comunque, continua. L’ estate non è ancora iniziata ma dai primi segnali si capisce che trovare un punto di equilibrio tra diritto al divertimento notturno e legittima esigenza degli abitanti alla quiete, non sarà semplice. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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