14 Agosto 2005

Motovedette a caccia dei pirati del mare

Ferragosto sul litorale/ Mobilitati tutti i mezzi e gli uomini della Guardia costiera a Ostia: oltre 10.000 le imbarcazioni regolari, più quelle non registrate Motovedette a caccia dei pirati del mare L`ammiraglio Mulas: “Nessun divieto contro le moto d`acqua, ma fermezza nei controlli“ di GIULIO MANCINI Pugno duro contro i cafonauti ma nessun divieto all`uso delle moto d`acqua sulla costa romana. Mezzi e uomini della Guardia Costiera saranno mobilitati per garantire la sicurezza in mare nel giorno di Ferragosto e le motovedette allertate a caccia di chi mette a rischio la vita dei bagnanti e dei sub. Come ogni anno, sarà una giornata di grande impegno quella di domani per i marinai della Capitaneria di Porto di Roma. La Capitale, città di mare anche se non di antiche tradizioni marinare, conta oltre diecimila imbarcazioni iscritte al registro navale. A questi natanti vanno aggiunti gommoni e piccoli gozzi che non hanno obbligo di registrazione. Non tutti i “marinaretti“ romani saranno in acqua, ma la gran parte approfitterà certo della giornata festiva, del bel tempo e dell`appuntamento di mezz`estate per fare una gita. “Stiamo producendo lo sforzo maggiore, sia in uomini che in mezzi sottolinea il comandante della Direzione marittima di Roma, l`ammiraglio Franco Mulas e nel giorno di Ferragosto saranno mobilitate ben sette motovedette oltre alle pattuglie di terra“. L`attacco più serrato alla tranquillità dei bagnanti è rappresentato dalla circolazione dei cosiddetti “cafonauti“, marittimi della domenica primi di educazione e di rispetto per le regole del mare. Troppo spesso mettono a repentaglio la vita di chi si bagna nelle acque a ridosso delle spiagge interdette alla navigazione. Il caso del sub travolto a Santa Marinella da un motoscafo che procedeva ad alta velocità è stato doppiato da una denuncia presentata dal Codacons, consorzio delle associazioni di difesa dei consumatori. Nei giorni scorsi una donna ha rischiato di essere travolta da un acquascooter davanti alla riva dello stabilimento “La vela“ di Ostia. “Il testo integrale della Disciplina per la Navigazione delle aquabike rammenta il presidente del Codacons, Carlo Renzi vieta la circolazione delle moto d`acqua entro 300 metri dalla costa, e inoltre dispone che la partenza e l`atterraggio dei mezzi avvenga esclusivamente attraverso gli appositi corridoi di lancio. Il problema è anche che questi natanti sono noleggiati a tutti senza necessità di patente o abilitazioni alla guida e, molto spesso, chi si mette alla guida di tali moto non conosce nemmeno le più basilari regole della navigazione. Chiediamo il divieto in modo assoluto la circolazione degli acqua-scooter in mare, a meno che non ci siano sufficienti garanzie per i bagnanti e controlli costanti da parte degli addetti alla sicurezza degli stabilimenti“. “Non possiamo vietare l`uso delle moto d`acqua ribatte l`ammiraglio Mulas perché non è giusto colpire indiscriminatamente anche le persone corrette, per colpa dei pochi che mettono a repentaglio la salute dei bagnanti. Il Comando generale ci ha raccomandato la massima fermezza nel contrastare atteggiamenti superficiali, imprudenti e pericolosi di coloro che vanno per mare. E lo faremo“. La Polmare di Anzio ha fatto qualcosa di più raggiungendo i noleggiatori degli acquascooter e diffidandoli dal prestare la massima attenzione nell`affidare i mezzi a persone responsabili e attente. In queste ultime ore sulla costa romana, come nel resto d`Italia, è entrata in funzione la direttiva Lunardi sulla limitazione alla velocità di navigazione. “Nella fascia tra 200 e mille metri dalla riva riassume Mulas la velocità massima è di 10 nodi. E` vero, non c`è un “autovelox“ per controllare il superamento del limite ma la presenza in mare delle nostre motovedette costituirà un deciso deterrente“.

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