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16 Luglio 2012

MOTOR SHOW SALVA AUTO

MOTOR SHOW SALVA AUTO

Tra fabbriche da chiudere, ristrutturazioni e tagli occupazionali per l’ auto non c’ è più pace. Almeno in Europa dove si vendono tre milioni di vetture in meno rispetto a cinque anni fa. Nel mondo, invece, la situazione è ben diversa perché nei primi cinque mesi del 2012 le vendite sono cresciute del 5,7 per cento. Cina, India e sud America trainano la corsa insieme a qualche altro mercato cosiddetto emergente. Come dire che c’ è una parte del pianeta dove le macchine le comprano e un altro dove non le vogliono più come prima. E siccome noi stiamo da quest’ ultima parte tutto ci appare estremamente negativo e spesso con poche speranze di vedere l’ uscita dal tunnel. Ma è davvero così? È giusto rassegnarsi in questo modo e continuare a raccontare soltanto scenari negativi e prospettive disastrose? Serve a qualcosa dare la colpa soltanto alla tassazione sull’ automobile indubbiamente troppo alta oppure al caro carburanti? Ed è giusto, infine, pensare ancora adesso di uscire dalla crisi chiedendo quegli stessi incentivi che hanno portato a drogare il mercato degli ultimi anni? Forse è il momento di dare segnali diversi. Provare a rilanciare l’ automobile mettendola al centro di nuovi progetti di marketing. Cominciare a renderla un oggetto positivo e non “il solito nemico dell’ ambiente”. Se un’ associazione seria come il Codacons presenta un esposto alla procura di Milano chiedendo il sequestro dei veicoli diesel, fonte certa di morte perché esiste una «prova inconfutabile del legame tra i gas di scarico dei motori a gasolio e la diffusione del cancro» c’ è qualcosa di clamorosamente sbagliato nell’ intero sistema. Da parte dei costruttore, sicuramente vuol dire che nessuno è riuscito a comunicare i progressi ambientali del prodotto automobile negli ultimi dieci anni. Così adesso sarebbe il caso di investire su nuovi progetti. Puntare al rilancio e non al ribasso. Sarebbe il caso di riunire gli stati generali dell’ automobile per parlare di futuro e non di passato. Di nuovi modelli (di vendita e di prodotto) e non di vecchie consuetudini. E l’ occasione per rilanciare l’ intero movimento dell’ auto può essere soltanto il Motor Show di Bologna, l’ unica rassegna internazionale rimasta in Italia. Andrebbe messo da parte, almeno per una volta, il solito balletto di “andiamo, non andiamo? A che serve? Ci sono pochi soldi”, e partecipare tutti: le case, insieme alle grandi associazioni di categoria per dare un segnale positivo per l’ intero settore. Per far vedere che l’ auto è un prodotto vivo che è cambiato, che cambierà ancora e che ha un grande futuro davanti. E non solo dietro le spalle… © RIPRODUZIONE RISERVATA.
valerio berruti

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