Motivazioni sentenza amianto dopo sei mesi non c’ è traccia
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fonte:
- Il Piccolo
di Franco Femia Si dovrà attendere non meno di un mese per conoscere le motivazioni della sentenza del maxi-processo per le morti da amianto. I termini sono scaduti il 15 aprile, ma il giudice Matteo Trotta è ancora alla prese con la stesura delle motivazioni e, secondo ambienti del Palazzo di giustizia, il deposito potrà avvenire entro la fine di maggio. D’ altra parte i tempi stanno diventando stretti perché Trotta, che aveva già chiesto una proroga di tre mesi a gennaio, non poteva chiederne una seconda. Il ritardo è senza dubbio dettato dalla complessità del procedimento. Si tratta di motivare una sentenza imputato per imputato – ne erano 39 di cui 13 condannati – facendo riferimento a ognuno degli 81 decessi di lavoratori dei cantieri ricordando le richieste dei pubblici ministeri, quelle delle parti civili e delle difese. Ne scaturirà fuori un ponderoso fascicolo composto da migliaia di pagine. Non va dimenticato che nel frattempo il dottor Trotta è anche presidente del Tribunale di Trieste con tutti gli oneri che questa carica comporta. Ma l’ attesa per la motivazione della sentenza del primo maxi processo per l’ amianto è sentita perché si vuole capire le motivazioni che stanno alla base delle condanne dei 13 dirigenti dell’ ex Italcantieri. Motivazioni che potrebbero far da guida ai prossimi processi sempre per morti da amianto, il primo dei quali – il maxi processo bis – è già stato messo a ruolo e dovrebbe partire lunedì 28 aprile con le prime decisioni del giudice monocratico Nicola Russo che dovrà accogliere o meno la richiesta avanzata dalle parti civili di citazione a giudizio della Fincantieri, ammettere le prove ed esaminare eventuali istanze istruttorie presentate dalle parti. Oltre ai familiari dei lavoratori deceduti, si sono già costituiti parte civile l’ Associazione esposti amianto, il Comune di Monfalcone e la Fiom Cgil. C’ è poi un altro aspetto legato al ritardo del deposito delle motivazioni della sentenza del primo processo. L’ allungamento dei termini di consegna comporta di conseguenza anche quello della presentazione del ricorso in appello da parte degli imputati condannati o di altre parti. Infatti, hanno tempo 45 giorni dal giorno della notifica della deposizione delle motivazioni della sentenza di primo grado. Si andrà quindi a estate inoltrata quando scatta il periodo feriale, mentre si avvicinano sempre più i termini delle prescrizioni per alcuni degli episodi contestati mentre restano salve le possibilità di ricorrere al giudice civile per i risarcimenti delle parti lese. Il maxi-processo si era concluso lo scorso 15 ottobre dopo tre anni e mezzo e 89 udienze con la condanna di 13 imputati – tutti i vertici dell’ ex Italcantieri – ritenuti colpevoli di omicidio colposo per le morti di un’ 81 di lavoratori del cantiere di Panzano, deceduti per le malattie professionali legate all’ assunzione di amianto. Ventidue le assoluzioni emesse dal giudice, avanzate anche dalla pubblica accusa, per non aver commesso il fatto nei confronti di 5 dirigenti dell’ Italcantieri, due addetti alla sicurezza e 15 titolari delle ditte esterne. Concessi i risarcimenti a quattro famiglie di lavoratori deceduti (le altre erano state risarcite dalla Fincantieri extragiudizialmente), all’ Associazione esposti amianto, Comune di Monfalcone, Regione, Provincia, Inail, Fiom e Codacons. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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