30 Agosto 2002

Mostra del cinema

Mentre Sofia Loren saliva sulla …

Mentre Sofia Loren saliva sulla nuova passerella davanti all`ingresso della sala grande per tenere a battesimo la 59. Mostra del cinema, i lidensi rimanevano alle prese con i problemi di sempre. L`arrivo del festival è anche l`occasione per lanciare un “sos“, approfittando di una fugace notorietà che porta un`enorme cassa di risonanza. “Lancio un appello – commentava ieri sera la presidente della Municipalità del Lido Fanny Lardjane – perché uno di questi registi si prenda la briga di girare un film su come si svolge la reale vita del Lido. Un dormitorio, un`isola che aveva tutto ma che ora non ha più nulla. L`hanno uccisa. E la Mostra ha portato un “lifting“, ma solo a una guancia. Visto che ne è interessata solo una piccola parte del lungomare, dall`hotel Excelsior al Des Bains. Per il resto vadano a guardare i marciapiedi, degradati come fossimo in aperta campagna, oppure l`ospedale che praticamente non esiste più“.
Da ieri sera, il Lido è per undici giorni la capitale del cinema mondiale, ma per il resto dell`anno non ha neppure una sala cinematografica. O meglio: adesso, dopo anni di attesa, ce ne sarebbero addirittura due, con la ristrutturazione dell`Astra. Ma entrambe sono inutilizzabili: manca ancora l`agibilità e non si sa neppure quando potrà arrivare. Le cinque sale, che compongono la “cittadella del cinema“, si presentano tirate a lucido, in grado di ospitare fino a 4.600 spettatori, ma come l`ex Casinò, punto di riferimento funzionale e apprezzato per i festivalieri, quando cala il sipario della kermesse si trasformano in contenitori vuoti. In alcune circostanze, per ospitare manifestazioni e eventi di ritrovo, una di queste cinque sale potrebbe essere utile, ma noleggiarla, anche per una manifestazione benefica di un paio d`ore, viene a costare circa 1.500 euro. Le risorse di cui può disporre la Municipalità, per promuovere manifestazioni e concerti, sono irrisorie rispetto alle richieste. Al Lido, poi, ci sono molti gruppi di aspiranti musicisti. L`ultima sala prove pubblica ha chiuso quattro anni fa e per suonare ci si rifugia negli scantinati o nei garage. Così i giovani scelgono la terraferma. Preferiscono l`esodo. Chi non ha l`automobile rimane prigioniero dell`isola. E, d`inverno, poi, rimane il problema dei trasporti e dei collegamenti. L`ultima corsa utile del ferry-boat per far ritorno al Lido parte dal Tronchetto all`1.10.“Non ci sono punti di ritrovo, mancano strutture adeguate al Lido non si trova nessun privato che abbia il coraggio di investire per i giovani – protestano alcuni ragazzi fuori dal Palazzo del cinema – terminato il Festival c`è il vuoto. E, anche d`estate, quando aumenta l`afflusso turistico, non ci sono iniziative. Manca la volontà di rilanciare il Lido. Ci sono sono un paio di locali, rimangono i chioschi sul lungomare ma d`inverno fa troppo freddo. Così vince la noia“.

Il problema che in questi anni ha mobilitato in massa i lidensi, è stato il progressivo e inesorabile svuotamento dell`ospedale al mare. È rimasto aperto solo il monoblocco, con il pronto soccorso trasformato in punto di primo intervento. “Quello che ci preoccupa – rivela Giuseppe Galeano, esponente della Lista civica salute e sicurezza – è che ci risulta sia già in atto il trasferimento del personale in servizio al monoblocco verso la terraferma. Questo ha già comportato una riduzione dei posti letto rimasti. E, a quanto pare, anche il medico rianimatore, l`ultimo salvavita rimasto al Lido, dove, secondo le rassicurazioni, dovrebbe rimanere fisso 24 ore su 24, nell`ultimo mese ha già effettuato una decina di interventi al Cavallino“.

L`avvio della Mostra ha scaturito anche altre polemiche. Il presidente del Codacons, Mario D`Elia, ha inviato un esposto al sindaco e al presidente della Biennale, chiedendo di verificare se, tutte le opere di allestimento, siano dotate di autorizzazione e se le strutture rispettino le normative. E Marcello Conte, gestore del bar “Cappuccetto Rosso“, nella darsena del Casinò, protesta per essere stato imprigionato da un camion della Rai, che impedisce il passaggio dei clienti.

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