6 Novembre 2007

Morto per fumo? Risarcite la famiglia

ROMA La Cassazione ha confermato il primo risarcimento danni da fumo nei confronti di un produttore di tabacco, la British American Tobacco. La causa pilota era stata promossa dai familiari di Mario Stalteri, un insegnante morto di cancro al polmone nel 1991 dopo aver fumato (dal `50) un pacchetto di sigarette al giorno. In questo modo viene confermato il verdetto emesso nel 2005, dalla Corte di Appello di Roma che aveva liquidato agli eredi del docente (moglie e figlio) 200 mila euro per le “sofferenze morali“ subite per la “scomparsa nella loro vita di una presenza familiare importante“. Una cifra che per la Cassazione potrebbe essere rivista al rialzo, se venisse riconosciuto ai congiunti di Stalteri anche il “danno esistenziale“, cioè il “pregiudizio alla quotidianità della vita familiare“. Per gli avvocati difensori della famiglia la sentenza della Cassazione premia una battaglia “solitaria durata 15 anni perché venisse accertatquindici anni la responsabilità di imprese che sono alla base di una pandemia, che provoca decine di migliaia di morti ogni anno in Europa“. E` una bella notizia, commenta Carlo Rienzi, presidente di Codacons, l`associazione dei consumatori. “Conferma che la battaglia che abbiamo da tempo avviato contro le multinazionali del tabacco a tutela dei fumatori e dei loro parenti è corretta. La sentenza della Cassazione crea un precedente importante. Ora arriveranno centinaia di cause“ Le famiglie delle vittime del fumo, ha precisato la Suprema Corte, devono essere risarcite dai produttori di sigarette in relazione ai periodi in cui sul pacchetto non c`era ancora l`indicazione “nuoce gravemente alla salute“.

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