«Morto lasciato in bagno». Ma l’ospedale smentisce i social
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fonte:
- Corriere della Sera
Un caso mediatico si è verificato ieri per alcune ore a proposito di un episodio accaduto all’ ospedale Cardarelli. Proprio nel giorno in cui al Loreto Mare veniva rimosso il direttore sanitario Rosario Lanzetta – che paga per la morte, avvenuta il 17 agosto, del ventitreenne Antonio Scafuri a causa del ritardato trasferimento in un altro nosocomio per un esame angiografico – sembrava che a Napoli ci fossero tutti i presupposti per ritornare a parlare di malasanità. Invece la vicenda del Cardarelli è stata in breve riportata nelle sue reali dimensioni. Non solo dai documenti resi noti dalla direzione ospedaliera, ma anche dai carabinieri dei Nas che dopo le prime verifiche hanno trovato riscontri a quanto affermato dal direttore generale Ciro Verdoliva. Secondo quanto sostenuto da alcune persone attraverso i social network, il cadavere di un paziente era stato abbandonato per ore nel bagno del reparto di Medicina d’ urgenza, e tra i parenti dei ricoverati ci sarebbe stato anche chi, andando alla toilette (che in realtà non è quella per il pubblico), se lo sarebbe trovato davanti. Immediata indignazione via Facebook, comunicato del Codacons («Quanto sembra essere accaduto rappresenta il punto più basso umanamente raggiungibile») e notizia rilanciata anche da alcuni siti di informazione. Poi il chiarimento: innanzitutto la barella con la salma di un uomo giunto al Cardarelli già in fin di vita, non era stata lasciata in bagno ma sistemata accanto alla medicheria. E non per tre ore, come si sosteneva sui social, ma per circa 50 minuti. Una procedura che rientra assolutamente nella prassi in casi del genere. Il perché lo spiega il direttore Verdoliva: «Dopo il decesso (alle 10 del mattino, ndr ), per permettere la composizione della salma ed evitare che restasse nell’ area di degenza, si è provveduto al trasferimento nella medicheria del reparto. L’ area in questione è inibita ai degenti ed è riservata esclusivamente al personale. La salma è stata poi prelevata alle ore 10.50 e trasportata all’ obitorio. Quindi il paziente, come sempre accade al Cardarelli, ha ricevuto il massimo rispetto, nella malattia e, purtroppo, anche nella morte».
