5 Gennaio 2014

Morto in nome della dignità

Morto in nome della dignità

SALA CONSILINA. Sgomento, dolore e rabbia. La notizia del suicidio di Michele D’ Aloia – il 53enne imprenditore edile, sposato e padre di tre figlie, che non ha retto alla piaga della crisi economica – ha sconvolto non solo la gente di Sala Consilina ma tutto il comprensorio del Vallo di Diano, dove il costruttore era molto conosciuto. Inizialmente si era diffusa la voce, poi rivelatasi assolutamente infondata, che alla base del gesto estremo ci fosse una situazione debitoria particolarmente pesante legata all’ attività imprenditoriale. Ma le cose non stanno così. Anzi, come confermato anche da diverse persone vicine alla famiglia D’ Aloia, la situazione economica dell’ impresa era ed è tranquilla: conti a posto e nessuna esposizione debitoria. Infondata è anche la notizia secondi cui sarebbe stata una eccesiva pressione fiscale, legata alla ricezione di alcune cartelle esattoriali, a far crollare l’ imprenditore. “Nulla di tutto questo – ha sottolineato un amico di famiglia che preferisce mantenere l’ anonimato – Michele non aveva alcun problema con l’ erario. Per la verità, vantava addirittura un credito dall’ Agenzia delle Entrate. Mettendo in circolazione delle “voci” infondate, non si fa altro che infangare la memoria di un onesto imprenditore, un padre di famiglia che ha sempre lavorato per garantire un futuro sereno alla moglie e alle sue tre figlie”. Resta, purtroppo, la tragica realtà: quella del gesto estremo compiuto da Michele D’ Aloia. Chi lo conosceva, racconta che il costruttore avrebbe sempre fatto di tutto per evitare di contrarre debiti, nonostante il lavoro scarseggiasse da qualche mese. Michele credeva molto nel suo lavoro e coltivava l’ ambizione di poter allargare il raggio di azione della propria attività. Però spesso, per poter realizzare i sogni, bisogna anche dover fare i conti con la realtà. E lui li ha fatti con una crisi che ormai da tempo stritola tutti i settori dell’ economia nazionale, in particolare quello dell’ edilizia. “No, Michele non era un vigliacco – spiega chi lo frequentava – Non ha voluto eludere i problemi. Piuttosto, il suo gesto estremo è forse legato al timore di essere costretto a contrarre dei debiti per andare avanti, senza avere la certezza di poterli poi ripianare. Un gesto dettato dalla volontà di non voler perdere la propria dignità”. Tanti gli attestati di solidarietà alla famiglia: tra i primi, il sindaco di Sala, Gaetano Ferrari , e il vescovo della diocesi di Teggiano-Policastro, Antonio De Luca . Ieri, è intervenuto anche il responsabile del Codacons del Vallo di Diano, Roberto De Luca : “La solidarietà verso la famiglia è oggi il minimo che si possa fare – ha detto – Da domani, tuttavia, dovremo esprimere solidarietà con un impegno concreto per trovare una vera via di uscita a questa tragica crisi, che sta colpendo le fasce più esposte della società italiana”. Stamane, intanto, Sala Consilina renderà l’ ultimo saluto a Michele D’ Aloia, i cui funerali saranno officiati dal parroco, don Luciano La Peruta , alle 10.30 nella chiesa di Sant’ Antonio. Erminio Cioffi ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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