15 Aprile 2011

Morti sospette al Policlinico, indagato l’ ex responsabile del laboratorio PAOLA BENEDETTA

Morti sospette al Policlinico, indagato l’ ex responsabile del laboratorio
  L’ accusa nei confronti di Giuseppe Sangiorgi è lesioni colpose. Sequestrate le cartelle cliniche. Il reparto di emodinamica coordinava un progetto sperimentale di cardiologia

 MANCA Giuseppe Massimo Sangiorgi, ex responsabile del laboratorio di emodinamica del laboratorio del Policlinico è stato iscritto dalla Procura di Modena nel registro degli indagati, per il reato di lesioni colpose. Contro Sangiorgi era stata presentata una querela da Gianni Spinella, presidente dell’ associazione «Amici del cuore», riguardo alcuni interventi di cardiologia vascolare che avrebbero portato i pazienti a situazioni di invalidità e in qualche caso al decesso. Per adesso, però, contrariamente alle voci messe in giro, non ha ricevuto nessun avviso di garanzia. Soltanto lui, poi, risulta iscritto nel registro degli indagati. Lo garantisce il Procuratore di Modena Vito Zincani che si sta occupando di indagare sulla vicenda: «C’ è stata una sola iscrizione al registro degli indagati, qualsiasi altra notizia non corrisponde averità». Nessun provvedimento, dunque, nei confronti di Maria Grazia Modena, direttrice del reparto di Cardiologia e di Stefano Cencetti, direttore generale del Policlinico che ha negato, ieri, di aver ricevuto avvisi di garanzia. Oltre a questo provvedimento – informa Zincani – «è stata disposta un’ acquisizione della documentazione, delegata ai Nas». Dal laboratorio di emodinamica dove si portava avanti il progetto di sperimentazione cardiologica (al centro delle denunce dei pazienti) sono stati prelevati, infatti, cartelle cliniche e supporti medicali che ora verranno attentamente esaminati dalla Procura. In particolare le cartelle relative ai pazienti deceduti (3 solo nel mese di marzo), per accertare se vi sia un nesso tra le pratiche mediche portate a termine nel laboratorio di emodinamica e le morti. Questo quanto accaduto finora. Ai fatti, però, si sovrappongono una miLO SPILLO Nessun provvedimento, dunque, nei confronti di Maria Grazia Modena, direttrice del reparto di Cardiologia e di Stefano Cencetti, direttore generale del Policlinico. riade di congetture, voci e presunte testimonianze, mai confermate, che si rincorrono in modo a volte contradditorio, rendendo ancora più ingarbugliata una vicenda già intricatissima. «L’ unica cosa vera – chiarisce Zincani – è che stiamo esaminando tutti gli atti e seguendo due procedimenti: uno riguarda la querela fatta dal presidente degli "Amici del Cuore"; l’ altro, l’ esposto consegnatoci dal Codacons». La Procura, dunque, è solo all’ inizio del suo lavoro e non si esclude l’ iscrizione di altri protagonisti della vicenda nel registro degli indagati. I Nas, dal canto loro, analizzando gli strumenti medici prelevati, presteranno una particolare attenzione agli "stent" di ultima generazione, di cui si fa menzione nella relazione degli ispettori nominati dall’ assessore regionale Lusenti. Gli stent sono i presìdi medici che vengono introdotti nell’ arteria e fatti espandere a livello dell’ ostruzione, in modo da ridurre il restringimento dell’ arteria (stenosi). In Cardiologia venivano usati stent sperimentali. Prima, veniva chiesto al paziente il consenso al loro utilizzo ma, secondo le associazioni che accusano il reparto, avveniva senza un’ adeguata spiegazione dei rischi connessi e senza la consegna e la firma di nessun documento scritto.

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