28 Giugno 2018

Morti per l’ amianto. «Numeri ancora alti»

– STRADELLA – «SE I LUOGHI pubblici sono quasi del tutto liberi da amianto, molto è da fare nell’ ambito dell’ edilizia privata. Il trend di morti è in via di stabilizzazione, ma occorre accettare l’ ottica che un solo decesso è troppo». Anche dal Codacons arriva un severo monito nei confronti dei comuni, in particolare Broni e Stradella. Gli ultimi dati aggiornati resi noti dall’ associazione Avani (vittime amianto), infatti, pur segnalando, in provincia di Pavia, un numero di decessi sostanzialmente stabile (34 nel 2017 contro 35 l’ anno prima) evidenzia altre due situazioni preoccupanti: la tendenza non si invertirà prima di un decennio e sono in aumento gli ammalati per cause ambientali rispetto a quelli per cause professionali. Insomma ci si ammala e si muore anche senza aver mai lavorato a contatto con l’ amianto. Non a caso Stradella, nel 2017, con 7 casi ha superato Broni (6). Altri due casi a Pavia, uno a Gambolò, Vigevano, Alagna, Garlasco, Lomello, Valle Lomellina, Cilavegna, Confienza, Robbio, Pietra de’ Giorgi, Portalbera, Santa Maria della Versa, Casteggio, Corvino San Quirico, Marzano, Landriano, Belgioioso, Cava Manara, Cura Carpignano e Zinasco. Ventiquattro casi riguardano uomini, dieci sono donne a dimostrazione che l’ amianto uccide senza confini prestabiliti o sesso o professione. In ritardo il censimento sull’ amianto negli edifici privati: 430 quelli da bonificare a Pavia, ma non ancora completato pur se annunciato a gennaio 2017, il censimento a Stradella. Pierangela Ravizza.

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