7 Giugno 2020

Morti nelle Rsa, ora i parenti delle vittime vogliono giustizia

a brescia la procura apre 60 fascicoli di indagine su 1.600 decessi e a bergamo il “d-day” con le prime 50 denunce depositate, il codacons raccoglie le testimonianze
“Più il tempo passa e più mi manca il respiro , non riesco a darmi pace”, scrive Nadia. “Io sono distrutta chi ha sbagliato deve pagare”, confessa Antonella. Tatiana invece si sente in colpa: “Piango ininterrottamente. Non mi perdono per non aver protetto il mio papà come avrei dovuto”. Sono migliaia le storie – spesso accompagnate da foto ricordo dei propri parenti scomparsi – contenute nel gruppo Facebook ” Noi Denunceremo “, nato per chiedere verità e giustizia per le vittime del Covid. Al gruppo sono iscritte oltre 55mila persone , tantissimi parenti di vittime del virus. La testimonianza Come Giulia Gelmini , di Bergamo, che ha perso suo padre in circostanze sospette: “E’ stato trasferito al centro Don Orione per la riabilitazione post operazione al femore. A fine febbraio chiudono le strutture e dopo pochi giorni inizia a star male: febbre, dolori muscolari e articolari, finché è deceduto. Lui era cardiopatico ma stava bene e si controllava da 20 anni. Il quadro è esattamente quello del virus, ma non gli hanno fatto il tampone e non ne avremo mai la certezza “. Vittime Covid nelle Rsa: class action dei familiari Il Denuncia Day Molti non si sono limitati a post sui social o generiche denunce, ma si sono coalizzati in un vero e proprio comitato, che sta provando ad avviare una sorta di class action dei familiari delle vittime del coronavirus, soprattutto tra Lombardia e Piemonte. Per il 10 giugno il comitato ha istituito a Bergamo il primo ” Denuncia Day “. In quella occasione saranno anche presentate le prime 50 denunce relative alla gestione dell’ emergenza sanitaria. Per ora in totale le denunce inoltrate al comitato ed al vaglio degli avvocati sono circa 200. “Perché il personale medico e sanitario non indossava mascherine? Perché non sono stati fatti tamponi? Perché la situazione non è stata presa con responsabilità?”, continua Gelmini. “Vogliamo giustizia” Chi su un altro fronte giudiziario sta chiedendo giustizia e verità è il Codacons . Da alcuni esposti dell’ associazione dei consumatori la Procura di Brescia ha aperto 60 fascicoli di indagine su 1.600 morti nelle Rsa. “Assenza di protezione e carenza di personale – riferisce il presidente nazionale del Codacons Marco Maria Donzelli -: a partire da questi elementi riscontrati nelle denunce ricevute abbiamo avviato diverse iniziative processuali a carattere penale . Le testimonianze che abbiamo ricevuto arrivano da anziani e familiari, medici e personale: tutti ci riferiscono di omissioni e negligenze gravi. Parlarne in senso generale non riconduce alla giustizia di quello che è successo, per cui bisognerà analizzare caso per caso, paziente per paziente, struttura per struttura”. Giulia è consapevole che la strada giudiziaria è in salita: “Non vogliamo risarcimenti ma chi ha sbagliato deve pagare”.
antonio borrelli

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