1 Giugno 2020

Morti Covid, sono almeno tre i fascicoli per omicidio colposo

Sono almeno tre i fascicoli per omicidio colposo che riguardano morti per Covid in Rsa del territorio canavesano, sul tavolo del procuratore capo Giuseppe Ferrando. Nascono tutti da denunce dirette da parte dei parenti delle vittime, che saranno attentamente vagliate dal magistrato. Sono a carico di ignoti, al momento, perché non c’ è alcun iscritto nel registro degli indagati. Perché emerga una responsabilità penale, tuttavia, dovrà essere chiaramente dimostrabile un’ omissione o una mancanza nella catena della presa in cura del paziente: dalla struttura residenziale fino all’ ospedale in cui le persone sono decedute. La novità è anche nel modus operandi, perché il procuratore capo fino ad ora aveva seguito il modello dell’ inchiesta per “atti relativi”, con controlli da parte dei carabinieri del Nas o della guardia di finanza e successive relazioni che finivano nei fascicoli, passati poi al setaccio. I militari si occupano soprattutto di valutare se le strutture sanitarie avessero adottato tutte le cautele necessarie. Le fiamme gialle invece sono attive sul profilo dei tamponi e dispositivi di protezione individuale e dei loro prezzi. Ci sono circa una ventina di fascicoli, del genere, su altrettante Rsa, sul tavolo del procuratore capo Ferrando.Sui cadaveri delle persone morte di Covid o sospette, invece, difficilmente saranno eseguite altre autopsie: anzitutto perché la prassi per evitare il contagio è molto complessa, in secondo luogo perché molti dei corpi sono già stati cremati. Non sarà possibile accertare, dunque, se c’ era positività al Covid-19 nei numerosi casi di decessi dubbi, che presentavano tutti i sintomi ma non erano stati rilevati con i tamponi per via orale o nasale. Che nei primi mesi d’ emergenza versavano in una situazione di scarsità strutturale, in parte proseguita sul fronte dei reagenti necessari per dare il risultato dell’ esame. Un altro filone della delicata inchiesta che il procuratore sta conducendo riguarda anche l’ Asl/To4. Anche qui si procede con gli “atti relativi”, senza capo di imputazione. Qui sono raccolti gli esposti e le denunce dei sindacati dei medici di base e degli infermieri, che hanno lamentato a lungo di aver lavorato senza le giuste protezioni, come mascherine filtranti, guanti monouso e camici adeguati, e di non esser stati sottoposti a tampone, in alcuni casi, anche i presenza di sintomi. C’ è infine l’ esposto del Codacons inviato alla anche ad altre procure italiane, che riunisce un po’ tutti questi aspetti. Invita anche Ivrea a indagare per omicidio colposo tutti i livelli di gestione dell’ emergenza: dai dirigenti e responsabili delle singole Rsa, al «responsabile della Asl di Ivrea», fino al presidente della Regione Alberto Cirio. La geografia delle indagini, dunque, è quanto mai complessa ed è più concentrata sulle segnalazioni specifiche che su quelle generiche. —

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox