14 Giugno 2008

Morti bianche, altre 4 vittime

Due operai a Vighignolo, uno all`Idroscalo e un altro a Termini Imerese Quello delle morti sul lavoro è un libro nero senza mai fine e con tante implicazioni: dal lavoro nero alla clandestinità. Dopo i sette operai morti tre giorni fa a Mineo, in provincia di Catania, se ne sono aggiunti altri due, che stavano lavorando su un`impalcatura in un cantiere a Vighignolo, frazione di Settimo Milanese. Sono caduti da un`altezza di 15-20 metri – il sesto piano del caseggiato in costruzione a cui stavano lavorando – mentre un terzo uomo è ricoverato in gravissime condizioni. I tre – di 27 e 28 anni i deceduti, di 38 anni il ferito – a cui va aggiunto in quarto uomo colto da una crisi dovuta allo choc – sono tutti di nazionalità egiziana e da quanto si apprende da fonti vicine alla polizia, anche irregolari e al nero, arruolati dai “caporali“ per lavori occasionali. E, mentre la Procura di Milano dispone il sequestro del cantiere nel quale hanno perso la vita, la Regione Sicilia dà il via a una task force per predisporre un piano straordinario di interventi per la tutela della sicurezza sul lavoro. L`elenco di morte, però, non è finito. Ieri, all`Idroscalo di Milano un altro operaio, un cinquantacinquenne italiano, è caduto da un ponteggio. Ora si trova al San Raffaele, in coma. E ancora, a Termini Imerese un operaio di 44 anni è caduto da un`impalcatura morendo sul colpo. L`uomo, originario di Trabia, é precipitato da un`altezza di circa tre metri. Lavorava alla centrale teromoelettrica dell`Enel e stava eseguendo dei lavori di manutenzione ai supporti meccanici, insieme ad altri colleghi. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri. Alla luce degli ultimi fatti, anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, chiede “fatti concreti“, mentre il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, promette tempi “più rapidi“ per la giustizia per i reati connessi agli infortuni sul lavoro e anche che il piano sulla sicurezza del lavoro “potrebbe diventare operativo già prima dell`estate“. Intanto, Fim Fiom e Uilm, hanno proclamato per martedì prossimo uno sciopero dalle ore 11 alle ore 12 (ultima ora per i turnisti) per protestare contro lo “stillicidio“ delle morti sul lavoro. In una nota, i segretari generali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, Giuseppe Farina Gianni Rinaldini e Antonio Regazzi spiegano i motivi della protesta. “Tra la strage alla ThyssenKrupp di Torino (dicembre 2007) e quella accaduta a Catania (giugno 2008), sul lavoro si è continuato a morire. E non sempre conquistando l`attenzione dei media. La società dell`informazione riesce a creare spettacolarizzazione e emozioni solo quando la mancata sicurezza sul lavoro uccide più persone alla volta“. Il Codacons, invece, da parte sua invia un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia, in cui si chiede di accertare le responsabilità delle Asl, degli Ispettorati del lavoro e dell`Ispesl in merito alle morti bianche. “Nei casi di numerosi incidenti avvenuti negli ultimi mesi in Italia, sono emersi con evidenza la mancanza sia della individuazione che dell`accertamento e il controllo dei fattori di pericolosità e di deterioramento nell`ambiente di lavoro, in applicazione delle norme, anche di sicurezza, vigenti in materia“.

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