7 Novembre 2020

Morti al Manica, i vertici sotto inchiesta

iscritti nel registro degli indagati presidente e vicepresidente della coop che gestisce la casa di riposo. occhi puntati su un’ altra struttura
di Federico Malavasi FERRARA Spuntano i primi indagati tra le pieghe dell’ inchiesta sui decessi nelle case di riposo durante l’ emergenza Covid. Gli sviluppi investigativi arrivano dall’ istituto Beneficenza Manica di Argenta, una delle strutture che finora ha pagato il prezzo più alto in termini di vite (diciotto su una trentina di vittime complessive finite sotto la lente degli inquirenti). A quanto si apprende, il pubblico ministero Ciro Alberto Savino – il magistrato titolare delle tre inchieste aperte in procura sui decessi nelle residenze per anziani – ha ‘trasformato’ il fascicolo sul Manica da indagine contro ignoti a indagine nei confronti di persone note. Nel registro degli indagati, al momento, risultano iscritte due persone: il presidente e la vicepresidente di Coop Serena, la società che gestisce la struttura argentana. Il reato di cui sono chiamati a rispondere è omicidio colposo plurimo. L’ iscrizione è avvenuta a seguito dell’ ispezione nella casa protetta eseguita qualche settimana fa dalla polizia. Durante il sopralluogo, gli investigatori hanno fatto delle riprese video e acquisito cartelle cliniche e documenti ritenuti utili all’ attività. Parallelamente alle indagini sul Manica proseguono anche gli accertamenti sulle altre case di riposo finite sotto la lente della procura, cioè la Fiorana e Villa Aurora. Al momento, però, non risulterebbero altre persone indagate. In questi giorni, stando a quanto trapelato, gli inquirenti stanno ascoltando numerosi testimoni al fine di ricostruire nei dettagli quanto accaduto nelle residenze durante il culmine dell’ emergenza sanitaria. Dal punto di vista tecnico, gli accertamenti sul materiale acquisito sono stati affidati dalla procura al virologo Saverio Parisi. L’ esperto dovrà scandagliare tutti i faldoni per capire, sulla base dei riscontri documentali, quali decessi siano da considerare sospetti e quali no. A seguito degli sviluppi degli ultimi mesi e a fronte del riacutizzarsi dell’ emergenza, non è escluso che l’ inchiesta sulle morti per Covid nelle case di riposo possa ulteriormente ampliarsi. In questi giorni si starebbero infatti accendendo i riflettori anche su un’ altra struttura del Ferrarese. Al momento però la cautela è massima essendo il tutto ancora a uno stadio embrionale. Insomma, si tratta di indagini lunghe e complesse chiamate a dare risposte a interrogativi di non semplice soluzione. Quante sono effettivamente le persone decedute per Covid-19 e quali sono le circostanze in cui è avvenuto il contagio? Qual era lo stato delle misure di sicurezza, dei protocolli e dei dispositivi di protezione in uso all’ interno delle varie realtà? Domande che gli inquirenti hanno iniziato a porsi nella primavera scorsa, a seguito dei primi esposti arrivati in via Mentessi. La prima denuncia fu quella del Codacons. Un esposto nel quale si chiedeva di fare luce sui decessi Covid nel nostro territorio, prima in forma generica e poi indicando casi specifici. A questo esposto ‘collettivo’ sono seguite altre denunce di singoli cittadini, parenti delle vittime. Il non semplice compito affidato oggi a magistrati, tecnici e investigatori è quello di stabilire il nesso di causalità tra l’ infezione da coronavirus e la morte degli anziani ospiti delle strutture protette. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox