30 Settembre 2015

Morte nella piena, i periti puntano il dito

Morte nella piena, i periti puntano il dito
chiuso l’ incidente
probatorio per l’ alluvione in cui un anno fa persero la vita le sorelle
carletti, alla sgrillai familiari: «soddisfatti, l’ errore era palese»

GROSSETO Due ore e mezzo per chiarire circostanze e responsabilità. Per chiarire cosa poteva essere fatto e cosa doveva essere fatto; e anche cosa non è stato fatto Gli ingegneri Francesco Napolitano e Giuseppe Cantisani, professori alla Sapienza di Roma che compongono il collegio nominato dal gip Valeria Montesarchio, si sono aiutati anche con proiezioni. E al termine è stato dichiarato chiuso l’ incidente probatorio per l’ indagine che riguarda la morte di Graziella e Marisa Carletti, le due sorelle che persero la vita sulla strada regionale 74, travolte in auto dall’ ondata alluvionale il 14 ottobre dell’ anno scorso, alla Sgrilla. Adesso il sostituto procuratore Maria Navarro deve decidere se mandare a giudizio o archiviare. Un omicidio colposo duplice per il quale sono indagati il sindaco di Manciano, Marco Galli, e il dirigente dei lavori pubblici, Furio Laghi, assistiti dall’ avvocato Marco Calò che ha nominato l’ ingegner Angelo Lupo come proprio consulente (per inondazione e disastro colposo il procedimento è contro ignoti). Nel procedimento sono rappresentate 50 parti offese: oltre ai familiari delle vittime anche coloro che abitano nella zona e hanno subito danni, più il Codacons (tra i difensori maremmani ci sono Amarugi, Peronaci e Leporatti). Il giudice ha respinto l’ eccezione di nullità dell’ incidente probatorio avanzata dalla difesa. Tre i punti sui quali si è focalizzata l’ attenzione del collegio peritale. Il primo è quello relativo alla sede stradale allagata nel punto in cui si incontrano Elsa e Albegna: il rilevato stradale ammodernato nel 2004 potrebbe aver ostacolato il deflusso delle acque eppure non è stata trovata traccia di una valutazione del rischio, hanno detto Napolitano e Cantisani. Il secondo è quello dell’ argine remoto, per il quale nel settembre 2014 era stato dato il via all’ iter di realizzazione. Un iter dal percorso normale e non urgente, pur in presenza (sempre dal 2004) del Pai, il piano di assetto idrogeologico che indicava la pericolosità dell’ area. Il terzo è quello relativo alla ricorrenza degli eventi meteo. A ovest della località Marsiliana l’ evento ha avuto dimensioni modeste (tempo di ritorno 20 anni), tra lo Sgrillozzo e la Sgrilla è stato invece eccezionale e imprevedibile, con tempi di ritorno di 200 anni. Se tutto ciò costituisca elemento per sostenere un’ accusa in giudizio lo deciderà adesso il pm, che ha anche arricchito il fascicolo di nuove indagini pochi giorni prima dell’ udienza.
 

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