5 Settembre 2015

Morte dell’ imprenditore Claudio Salini L’ ombra del sabotaggio sulla Porsche

Morte dell’ imprenditore Claudio Salini L’ ombra del sabotaggio sulla Porsche

il caso nuova ipotesi sulla fine del titolare dell’ ics, che costruisce la variante alla lecco-bergamo avrebbe dovuto testimoniare a un processo di camorra – altri rilievi degli inquirenti sull’ auto
L’ ombra della criminalità organizzata sulla morte di Claudio Salini, l’ imprenditore romano che con la sua azienda ha vinto l’ appalto per la realizzazione della variante in galleria alla Lecco – Bergamo. La notizia della sua tragica scomparsa, avvenuta lo scorso fine settimana a causa di un incidente automobilistico, era giunta rapidamente fino a Lecco. Il 46enne proprietario e amministratore delegato della Ics Grandi lavori domenica sera stava guidando la sua Porsche 911 nuova lungo la via Cristoforo Colombo a Roma, la strada che collega la capitale a Ostia, quando per motivi che – a questo punto a maggior ragione – meritano tutti gli approfondimenti del caso, è andato a sbattere contro uno degli alberi che separano le due carreggiate, morendo poco dopo nonostante l’ intervento dei soccorsi. La velocità Inizialmente i riflettori erano stati puntati sulla velocità con la quale l’ arteria viene spesso percorsa e sulle condizioni dell’ asfalto in superficie, che a detta dei residenti rendono estremamente pericolosi alcuni tratti della direttrice. Tanto è vero che nell’ arco dell’ ultima settimana si sono verificati su questa strada numerosi incidenti (uno dei quali, giovedì, mortale), tanto che il Codacons ha chiesto la chiusura della stessa alla circolazione. Nelle ore successive la morte di Salini, però, è emerso un elemento che ha cambiato sostanzialmente le carte in tavola, aprendo la porta anche all’ ipotesi – tutta da verificare – dell’ omicidio. L’ ingegnere, infatti, il prossimo mercoledì 16 settembre avrebbe dovuto testimoniare in occasione del processo in corso a tre uomini, dei quali si ipotizza una vicinanza con ambienti camorristici, che lui stesso aveva fatto arrestare sul finire dello scorso anno. La denuncia Secondo la sua denuncia, infatti, i tre casertani pretendevano un risarcimento di 1,8 milioni di euro perché l’ imprenditore romano aveva tolto loro il sub appalto di lavori al polo museale di Bergamo e al nuovo centro affari di Arezzo. Addirittura, pare che fosse pronto un piano per un sequestro lampo di Salini. Evidentemente, a qualcuno gioverà il fatto che il costruttore non sia presente in aula la prossima settimana. E per questo motivo gli inquirenti hanno deciso di andare a fondo, effettuando nuovi rilievi sul luogo dell’ incidente e sull’ auto (andata completamente distrutta nel devastante scontro con l’ albero), lasciando aperta la porta all’ ipotesi del sabotaggio. Inoltre, i carabinieri acquisiranno i tabulati telefonici di Claudio Salini, per verificare con chi abbia avuto contatti nei minuti e nelle ore precedenti il tremendo schianto. Si verificheranno anche le immagini del sistema di videosorveglianza del complesso residenziale nel quale abitava e dove ha lasciato la sua Porsche nel periodo di vacanza trascorso in Sardegna, dal quale era appena rientrato. Dunque, non solo la velocità e il dosso (che avrebbe fatto addirittura decollare la vettura) potrebbero essere le cause dell’ incidente.
christian dozio

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