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4 Settembre 2015

Morta da tre anni gli eredi scoprono un nuovo contratto

Morta da tre anni gli eredi scoprono un nuovo contratto

il gestore intesta automaticamente l’ utenza rimasta libera il codacons: «in questi casi va chiesta la chiusura con suggello»
segue dalla prima pagina Erano riusciti a fatica a risolvere la questione con Edison, per le bollette di luce e gas che per due anni sono continuate ad arrivare a nome della madre, morta tre anni fa. Dopo aver chiarito l’ inghippo, si sono visti arrivare le fatture di Enel, sempre per quelle due forniture e sempre intestate all’ anziana defunta. «Mentre si parla di semplificazione, abbiamo a che fare con sistemi diabolici che non lasciano in pace neanche i morti», attacca Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria, cui gli eredi dell’ utente si sono rivolti. I fatti. Gli eredi della signora poco dopo la scomparsa hanno chiesto via raccomandata la cessazione della fornitura dell’ appartamento dove viveva in affitto. Dopo alcuni mesi, però, sono arrivate altre fatture (di importo ridotto visto che l’ appartamento era in uso ai proprietari ma disabitato) per le quali è stata aperta una contestazione al gestore. «Con la scusa di non aver ricevuto la raccomandata di chiusura – spiega Carla Falcinelli – Edison ha chiuso il contratto ad aprile 2014». Ma i problemi per tale fornitura non sono finiti qui. «Abbiamo scoperto che il gestore ha chiuso il contratto ma non la fornitura – spiegano dal Codacons – non avendo gli eredi specificato “chiusura con suggello”. Dopo tre mesi, risultando l’ utenza del mercato libero vacante, Enel se n’ è riappropriata intestandola all’ ultimo nominativo presente nell’ anagrafica; la signora morta tre anni fa». Si è dunque aperto un altro contenzioso col nuovo gestore che, noncurante di tale anomalia, ha ripreso a fatturare luce e gas, consumati probabilmente dai nuovi proprietari dell’ appartamento. «Siamo riusciti a capire cos’ è accaduto – spiega Carla Falcinelli – e da Enel ci hanno detto che tale contratto è regolare e che, dopo aver già inviato una disdetta, gli eredi devono fare un’ altra raccomandata per il disconoscimento della titolarità della fornitura». Nel frattempo il debito si è accumulato. «Ovviamente non sono state pagate e se dovesse arrivare il recupero crediti siamo pronti ad andare in tribunale». Disguidi e beghe sono all’ ordine del giorno in casi simili. Quando c’ è il decesso di un titolare di fornitura, è sempre bene cambiare l’ intestazione (entro un certo periodo di tempo è gratuita anche per acqua e telefono) o interrompere subito i rapporti, chiedendo il “suggello” nel caso di luce e gas. «Se nel caso di morte dell’ intestatario non si fa la voltura, se dovessero essere emessi assegni per rimborsare dei crediti, questi non possono essere riscossi». A proposito di volture, è andata peggio, almeno a livello finanziario, a un giovane ternano che dopo aver venduto casa si è ritrovato con un carico di bollette di seimila euro. «I nuovi proprietari gli hanno chiesto di non staccare le utenze per non pagare la riattivazione – spiegano dal Codacons – confidando che poi avrebbero proceduto con la voltura». Passaggio mai effettuato e che in sei mesi hanno prodotto un carico non indifferente del quale dovrà farsi carico lui. «Eni ci ha spiegato che è obbligato a pagare – aggiunge Carla Falcinelli – per questo abbiamo chiesto almeno una rateizzazione. Poi, per recuperare tali importi, l’ utente dovrà fare causa al nuovo proprietario dell’ immobile. In questi casi consigliamo sempre di chiudere i contratti, fotografando i vari contatori e assicurandosi che gli stessi vengano staccati». Fabio Nucci © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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