4 Febbraio 2010

Morgan escluso da Sanremo ed è polemica (anche) politica

MILANO – Alla fine, il verdetto: Morgan escluso dal Festival di Sanremo. L’ annuncio è arrivato ieri mattina, frutto di una decisione del direttore di Raiuno, Mauro Mazza, d’ intesa con il direttore generale, Mauro Masi, dopo aver consultato il direttore artistico del Festival Gianmarco Mazzi. La smentita dell’ intervista a Max, in cui il cantante confessava di fare uso « quotidiano e regolare » di crack non ha convinto i vertici Rai. Probabilmente anche perché- subito dopo- il direttore del mensile ha escluso ogni possibilità di equivoco: le frasi sono state dette e registrate. Il 16 febbraio Morgan non sarà sul palco dell’ Ariston. A meno che… In serata, infatti, Masi e Mazza sono parsi possibilisti su una riapertura nel caso che Morgan si penta davvero. Intanto, dopo l’ ufficializzazione dell’ esclusione, il cantante ha commentato: «Sono traumatizzato. Ho bisogno di riflettere. Chiedo a tutti di rispettarmi». Ma la valanga di reazioni sul «caso» Morgan non si è fermata, formando due fronti opposti: quello di chi ritiene doverosa l’ esclusione del musicista da Sanremo e quello invece che la giudica come una scelta ipocrita. Tra chi plaude alla decisione della Rai c’ è Maurizio Gasparri: «E’ un argine al degrado morale nel quale la Rai è incappata». D’ accordo anche il ministro Ignazio La Russa: «Ci manca solo che un cantante dica pubblicamente quanto è buona la cocaina: escluderlo mi sembra il minimo» e Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: «Che un idolo dei giovani se ne sia uscito con la promozione dell’ uso della droga è inaccettabile». Soddisfatto anche Giorgio Merlo, vice presidente della commissione di Vigilanza Rai che ha parlato di decisione «saggia e responsabile». E il sottosegretario per i Beni e le attività culturali Francesco Giro: «Bene ha fatto la Rai ad escluderlo da Sanremo». Duro anche il viceministro Roberto Castelli: «Chi fa uso di droga è complice della mafia». E Daniela Santanché: «Far finta ROMA- Adesso tutti lo cercano, tutti vogliono sentire la sua verità. Morgan ieri è stato protagonista di un confronto di 25 minuti a Radio Gioventù, con il ministro Giorgia Meloni e il giornalista e conduttore Pierluigi Diaco. Oggi invece sarà in tv. Il cantante cacciato da Sanremo per apologia di crack sarà ospite di Bruno Vespa in una puntata speciale di «Porta a Porta», in onda su Raiuno questa sera. Ma non c’ è solo il conduttore di «Porta a Porta». Anche Simona Ventura lo vuole domenica a «Quelli che il calcio» (su Raidue), si sono sentiti e la conduttrice lo ha invitato. Ma in pole position c’ è l’ «Arena» di Massimo Giletti, sempre Raiuno, che domenica scorsa ha dato la notizia del forfait di Carla Bruni dal Festival. che quell’ intervista non sia niente sarebbe ipocrisia al contrario». Alessandra Mussolini, Gabriella Carlucci e Mariella Bocciardo hanno chiesto «che tutti i cantanti del Festival si sottopongano a un test anti-doping» mentre Aiart, associazione di telespettatori cattolici e Codacons hanno parlato di scelta «doverosa». Anche Enrico Ruggeri, in gara al Festival, ha definito la decisione «inevitabile» e Don Gelmini ha chiesto che al posto di Morgan possa esibirsi uno dei suoi ragazzi. Paladina degli indignati dallo stop di Morgan al Festival è stata invece la sua collega-nemica a «X Factor», Claudia Mori: «Penso che l’ esclusione di Morgan sia sbagliata. Non mi piace questa alzata di scudi che dà molto l’ idea dell’ ipocrisia. L’ esclusione non fa altro che allinearsi con il regime politico. Quello di Morgan è un grido di dolore e di aiuto, e che aiuto gli si dà cacciandolo?». Sul fronte politico, soprattutto i radicali si sono schierati con Morgan. «E’ il festival dell’ ipocrisia proibizionista», hanno detto Michele De Lucia e Andrea De Angelis. Mario Staderini e Marco Cappato hanno aggiunto: «A Sanremo si va per cantare, non per superare prove di privata virtù». Per i giovani del Pdci l’ esclusione di Morgan dal Festival «è il trionfo dell’ ipocrisia» e hanno proposto (anche loro) «un test antidroga per tutti i partecipanti». Mario Adinolfi ha provocato: «Informo i vertici Rai che, nel cast di Sanremo, su 15 residui partecipanti ben 4 hanno ammesso di aver usato droghe: Emanuele Filiberto, Povia, Fabrizio Moro e Irene Grandi». Eppure, sempre ieri, il direttore Mauro Masi ha aperto un nuovo spiraglio. Dopo aver spiegato che l’ esclusione di Morgan «non è stata una decisione presa a cuor leggero, ma non ci lasciava alternative», il direttore ha lasciato intendere che un’ efficace prova di pentimento potrebbe cambiare le cose: «Siamo sempre aperti al perdono». E, al Tg1, il direttore di Raiuno ha aggiunto: «Ora sento parlare di ravvedimenti. Dovremmo vedere e forse fare anche altre valutazioni». Un’ apertura che non è piaciuta all’ ex patron del Festival, Adriano Aragozzini: «Se viene riammesso, la Rai ha fatto una buffonata». Contrario – per altri motivi- anche il deputato radicale Marco Beltrandi, componente della commissione di Vigilanza Rai: «L’ esclusione di Morgan è una vergogna assoluta. E quella di Masi è un’ altra richiesta folle. Adesso deve pure pentirsi?».

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