Moratti: stato di calamità per il Seveso
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fonte:
- Corriere della Sera
Da pagina 1 Il sindaco vuole lo stato di calamità. Ma il presidente della Regione frena: dobbiamo valutare, non è un sì scontato. Sono le prime parole di Letizia Moratti dopo l’ esondazione del Seveso che, sabato scorso, ha provocato danni ingentissimi alla linea 3 di metropolitana, ha allagato il cantiere della linea 5, ha messo in ginocchio il quartiere di Niguarda e ha creato, a catena, disagi alla circolazione in tutta la città. «Ho seguito minuto per minuto – ha esordito il sindaco, intervenuta a margine di un incontro a Palazzo Marino – l’ evolversi di questo gravissimo problema che si è creato e che Milano subisce da oltre 40 anni». Questo è il punto: «E’ arrivato il momento di condividere le criticità con le altre istituzioni e gli altri Comuni. Per questo – fa sapere il sindaco – ho già parlato con il presidente della Provincia Podestà e con il presidente Formigoni. A brevissimo faremo un incontro perché non possiamo essere solo noi a pagare i danni del Seveso». Vista la situazione complessiva, poi, e consultati i suoi tecnici, la Moratti è appunto intenzionata a chiedere lo stato di calamità. Ed è su questo che Formigoni è parso quanto meno molto cauto: «Ho chiesto al sindaco di inviarmi la documentazione sui danni provocati, perché è un processo da istruire: si tratta di valutare, non è un sì scontato». In effetti, i tecnici di tutti i soggetti intervenuti sul posto stanno predisponendo le loro relazioni per chiarire la dinamica dei fatti: la pioggia e l’ esondazione hanno fatto cedere il terreno in più punti, un tubo dell’ acquedotto (scoperto perché c’ è il cantiere in attività) è stato spaccato dall’ impatto, pare, con un palo e da lì sono fuoriusciti migliaia di metri cubi di acqua. Insomma: un concatenarsi di eventi che andrà ben chiarito prima di chiedere l’ intervento dello Stato. Prospettiva che, comunque, provoca la reazione polemica del presidente del Codacons, Marco Donzelli: «Sarebbe scandaloso chiedere lo stato di calamità naturale, in primo luogo perché se l’ esondazione c’ è stata, la colpa è di quegli stessi amministratori locali che oggi vogliono chiedere lo stato di calamità, traslando sulle tasche di tutti gli italiani le loro responsabilità». Critica anche l’ opposizione: «Letizia Moratti ha chiesto lo stato di calamità, ma non ha spiegato perché ha cancellato gli interventi ipotizzati dallo stesso Comune di Milano tra il 2004 e il 2009 destinati a prevenire quanto è poi irrimediabilmente capitato», ha contestato il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino. E il centrosinistra aspetta per oggi in aula consiliare il sindaco Moratti: «Se non si presenterà a riferire su quanto avvenuto, renderemo impraticabili i lavori dell’ aula», è la minaccia. Nel frattempo, ieri mattina è stata riaperta «a tempo di record» la fermata della linea 3 in Stazione Centrale. Ancora chiuse, invece, le stazioni di Sondrio, Zara e Maciachini (che non è stata danneggiata): tra Centrale eMaciachini il servizio è garantito da un collegamento con bus. Come ha ricordato il vicesindaco e responsabile della Protezione Civile Riccardo De Corato, «centinaia di persone stanno lavorando giorno e notte per limitare i disagi dei cittadini e dei residenti». Questa mattina, arriverà sul posto il sindaco Letizia Moratti a rendersi conto di persona del disastro.
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