23 Settembre 2010

Moratti chiede lo stato di calamità ma Formigoni frena: “Vedremo”

Stato di emergenza e di calamità per Milano, per i danni provocati dall´esondazione del Seveso sabato scorso. A chiederlo è il sindaco Moratti, ma sarà il presidente della Regione Formigoni a dover girare la questione al governo. «Non è un sì scontato – ha però spiegato il governatore – , bisogna prima valutare i danni». Al momento, infatti, «è impossibile fare alcuna stima» di questi ultimi. E’ un comunicato di Palazzo Marino, ieri sera, a dare la prima, sfocata fotografia ufficiale della situazione della linea gialla del metrò, delle linee tranviarie, del cantiere della M5 e, in generale, del quartiere di Niguarda. Con la prima corsa di ieri mattina ha riaperto la fermata della Centrale, ma per le altre tre la ripresa è una incognita. Tranne Maciachini – chiusa perché è l´ultima della linea – Zara e Sondrio sono ancora sott´acqua. Ieri il lavoro di vigili del fuoco e protezione civile ne ha portato via la gran parte, ma quel che resta rende ancora molto difficoltosi i sopralluoghi dei tecnici di Atm. Entro domani si pensa di riuscire a completare l´aspirazione di acqua e detriti, «da quel momento – spiega la nota del Comune – si potrà cominciare a valutare lo stato delle strutture portanti, delle infrastrutture metrotranviarie, dei sistemi tecnologici estremamente complessi di gestione e controllo dell´esercizio e arrivare ad una definizione dei tempi necessari per il ripristino del servizio». E’ in questo quadro che la Moratti ha spiegato quali saranno i passi del Comune: chiedere lo stato di calamità e "imporre" la collaborazione a tutti i Comuni e gli enti i cui territori sversano le acque nel Seveso. «Questo è un problema – ha detto il sindaco, annunciando un sopralluogo nel quartiere – che Milano subisce da oltre 40 anni: è arrivato il momento di dividere le criticità e lavorare insieme, non è possibile che tutti i disagi siano scaricati su Milano». Un percorso diverso, il suo, da quello prospettato martedì da Regione e Provincia che, denunciando il blocco da parte del governo dei fondi Fas per le opere di contenimento del Seveso, avevano fatto capire di puntare alla nomina di un commissario straordinario. Infatti lo stesso Formigoni, in una risposta a distanza alla Moratti, ha usato cautela: «La richiesta di ottenere il riconoscimento dello stato di calamità è un processo da istruire, ho invitato il sindaco a farmi pervenire quanto prima la documentazione sui danni effettivamente provocati in modo da procedere in questa direzione». In attesa che questa sia pronta – e per i tecnici ci vorranno giorni per le valutazioni, e settimane per poter ripristinare il metrò – il Pd chiede che oggi il sindaco sia in consiglio comunale per riferire sulla vicenda, «altrimenti renderemo impraticabile la seduta», assicura il capogruppo dei democratici Pierfrancesco Majorino. Che sulla richiesta dello stato di calamità riflette: «Ci auguriamo non sia boutade, un abile gioco per scaricare responsabilità». Per il Codacons la stessa richiesta sarebbe «una vergogna da parte di amministratori locali che così spostano sulle tasche di tutti gli italiani le loro responsabilità». Sembra, in realtà, che in aula sarà presente il vicesindaco De Corato, mentre martedì sera, durante la seduta del consiglio di zona 2 (che comprende quartieri adiacenti a quelli colpiti dall´esondazione) si è presentato l´assessore alle Aree cittadine Andrea Mascaretti, prendendosi le contestazioni e le lamentele dei cittadini rivolte al Comune e, in generale, a chi da decenni non ha risolto la situazione del Seveso. Un immobilismo che non può andare avanti, secondo il candidato sindaco del Pd Stefano Boeri: «Serve subito un piano di gestione delle acque sotterranee e superflue, nel Pgt il tema idrico è affrontato con genericità».

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