22 Ottobre 2009

MORATORIA MUTUI: IL CODACONS DENUNCIA L’ABI PER ABUSO DELLA CREDULITA’ POPOLARE E PUBBLICITA’ INGANNEVOLE

LA MORATORIA PEGGIORA LE CONDIZIONI PER GLI UTENTI RISPETTO ALLA LEGGE GIA’ ESISTENTE CHE SOSPENDE IL PAGAMENTO DEL MUTUO PER 18 MESI     ECCO L’ULTIMA “BUFALA” PRENATALIZIA DELLE BANCHE!!

  Sulla moratoria dei mutui decisa ieri dall’Abi, il Codacons ha deciso di presentare un esposto all’Antitrust per pubblicità ingannevole, e alla Procura della Repubblica di Roma per verificare se esistano profili penalmente rilevanti, quali ad esempio il reato di abuso della credulità popolare.
E’ inaccettabile, infatti, che l’Abi faccia finta di aver preso una iniziativa filantropica e caritatevole, unilaterale ed autonoma, per venire incontro, generosamente, alle esigenze delle famiglie italiane, quasi fossero un’associazione umanitaria! Così si legge nel loro comunicato: “ABI ha deciso di offrire la possibilità di sospendere il rimborso delle operazioni di mutuo per un tempo di 12 mesi, nei confronti di famiglie disagiate”. 
In realtà – spiega il Codacons – esiste già una legge dello Stato (non ancora applicata per responsabilità sia delle banche che del Governo che non ha ancora emanato il regolamento attuativo) che prevede la sospensione del mutuo per 18 mesi, e non 12 come hanno deciso le banche. Uno sconto unilaterale di 6 mesi, quindi, che va ad unico vantaggio degli istituti di credito. Decisamente più restrittive anche le condizioni poste per accedere alla moratoria. Non basta più dimostrare semplicemente di non essere in grado di provvedere al pagamento delle rate del mutuo, ma occorre che la difficoltà dipenda da precise condizioni di fatto: perdita di posto di lavoro, cessazione dell’attività di lavoro autonomo, morte di uno dei componenti il nucleo familiare percettore del reddito di sostegno della famiglia, cassaintegrato.
Per questo motivo l’associazione ha chiesto alla Procura di verificare se il comportamento dell’Abi possa rappresentare o meno un abuso della credulità popolare, e all’Antitrust di accertare la fattispecie di pubblicità ingannevole, considerato che gli utenti potrebbero essere indotti a considerare quella delle banche una favolosa iniziativa a vantaggio delle persone meno abbienti, quando in realtà la stessa iniziativa peggiora le condizioni per i consumatori rispetto alle norme già esistenti.
“Possibile che nessuna delle testate giornalistiche che hanno presentato come un grande risultato l’iniziativa dell’Abi, abbia capito che la stessa è solo nell’interesse degli istituti di credito? – si domanda il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – Infatti il beneficio della moratoria viene concesso a circa 130.000 famiglie, che sono poi quelle che già non riescono a pagare le rate del proprio mutuo e contro le quali le banche dovrebbero avviare una dispendiosa procedura esecutiva che aggraverebbe la qualità del loro portafoglio mutui”.
 

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