5 Gennaio 2022

Morandi rischia l’esclusione Ma la Rai decide di perdonarlo

 

 

 

Gianni Morandi come Maradona. La mano di Dio colpisce ancora. L’ironia è d’obbligo, ma il cantante ha rischiato grosso: per quello che ha definito un errore da imbranato è andato vicino all’eliminazione dal festival di Sanremo. Tutto si è consumato in una manciata di ore: da quando su Facebook è apparso un video – subito rimosso – con il sottofondo della canzone scritta da Jovanotti, che il Gianni nazionale porterà in gara (Apri tutte le porte), alla successiva fibrillazione per aver potuto infrangere il Regolamento del festival fino alla decisione della Rai di soprassedere e chiudere la vicenda. «Questa volta l’ho fatta grossa. Ho sbagliato a postare inavvertitamente su Facebook un video con dei frammenti della canzone. Mi ostino a fare da solo ma sono proprio un imbranato! Appena mi sono accorto l’ho cancellato ma qualcuno lo aveva già visto. Sono affranto, dispiaciuto e mi scuso moltissimo con tutti». Ha ammesso l’eterno ragazzo sempre via social, incassando anche la solidarietà di Fedez, che l’anno scorso visse un’esperienza simile. «Ti capisco. Forse sono l’unico che ti può veramente capire. Sono felice che sia andato tutto per il meglio». La Rai e il direttore artistico Amadeus hanno creduto alla buona fede del cantante e hanno ritenuto l’episodio «un puro inconveniente tecnico, dovuto alla necessità di Morandi di portare un tutore alla mano destra a seguito dell’incidente occorsogli alcuni mesi fa. L’impedimento al movimento della mano ha determinato l’errore». Una scelta che però ha attirato più di una critica. L’Afi, Associazione Fonografici Italiani ritiene che il Regolamento del Festival sia stato «disatteso»e «non considerato da nessuno»e mette in discussione «il principio adottato per assumere le decisioni». È sceso in campo anche il Codacons ritenendo la scelta Rai «vergognosa»e riservandosi la possibilità di fare ricorso. Ma su Sanremo, che prenderà il via tra quattro settimane esatte (martedì 1 febbraio), sono ben altre le tegole che incombono. Quando, mesi fa, è partita la macchina organizzativa nessuno poteva immaginare la situazione attuale, con una recrudescenza dei contagi da coronavirus. Se all’inizio si ipotizzava il festival 2022 come quello di un quasi ritorno alla normalità, ad oggi gli interrogativi e i dubbi si moltiplicano, mentre la Liguria si avvia a colorarsi di arancione. Sul tavolo non sembra esserci il rinvio della manifestazione a tempi migliori – come chiede la Confcommercio di Sanremo, auspicando uno slittamento a marzo- ma di certo un ridimensionamento. In attesa dei prossimi provvedimenti che prenderà il governo per la lotta al virus già da domani, sono intanto saltati gli eventi esterni all’Ariston. Se da una parte ci sarà una nave di Costa Crociere ormeggiata al largo, invece niente palco in piazza Colombo, con conseguenti assembramenti, come annunciato dal sindaco della cittadina Alberto Biancheri. «Non ci sarà un palco all’aperto, tuttavia stiamo lavorando con la Rai a un evento all’auditorium Alfano. Purtroppo i contagi sono alti», ammette il primo cittadino che però resta speranzoso: «Non sarà un Festival al cento per cento come quello del 2019, ma non si può neppure paragonare a quello dello scorso anno». Anche sul pubblico in teatro bisognerà attendere le decisioni di Draghi. Al momento nei teatri la capienza è al 100 per cento: bisognerà capire se – alla luce degli ultimi dati epidemiologici- saranno modifiche al ribasso. In Rai non si sbilanciano, ma certo la linea di precauzione sarà quella seguita già lo scorso anno, quando venne creata una sorta di bolla intorno al festival».

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