10 Marzo 2005

Morì di fumo, l?Ente tabacchi paga

Morì di fumo, l?Ente tabacchi paga

Ai parenti di un uomo deceduto nel ?91 dovranno essere versati 200 mila euro

All?epoca sopra i pacchetti non erano stampati avvisi sui possibili danni alla salute

Roma. Dopo le sentenze clamorose negli Stati Uniti e in Australia contro i «colossi» internazionali del tabacco, i diritti dei fumatori cominciano a fare giurisprudenza anche in Italia. Con una sentenza che rischia di rivelarsi esplosiva.
La Corte d?Appello di Roma ha condannato per la prima volta l?Ente Italiano Tabacchi, assorbita dalla Bat, al risarcimento di 200 mila euro nei confronti dei familiari di Mario Stalteri, morto nel ?91 in seguito a un tumore al polmone causato dal fumo.
La Bat, «colpevole» di non aver informato i consumatori dei pericoli derivanti dal fumo, non ci sta e annuncia ricorso in Cassazione, mentre è soddisfatto per la sentenza il ministro della salute Girolamo Sirchia per il quale «i consumatori vanno difesi con l?informazione».

Con una decisione storica, il collegio, presieduto da Claudio Fancelli, chiude un contenzioso aperto nel 1994 dai familiari di Stalteri contro l?Eti, successore dei Monopoli di Stato e ora denominato, dopo la privatizzazione, British-American Tobacco Italia.
La vedova del fumatore, Paola Giacalone, e il figlio Marcello si rivolsero alla magistratura lamentando la mancata comunicazione, ai consumatori di sigarette, dei «gravi pericoli derivanti dal fumo». Mancanza di informazione che non avrebbe tutelato il familiare, che fumava un pacchetto di sigarette al giorno, dal vizio e dal tumore che, come stabilì una consulenza medica durante il processo, portò alla morte.
In primo grado però, nell?aprile del 1997, la giustizia non prese in considerazione le loro richieste; infatti il tribunale civile respinse la domanda di risarcimento ritenendo che «la causa del decesso fosse da attribuirsi ad una scelta volontaria di Stalteri di fumare».
La Corte di appello civile della capitale, ribaltando la sentenza di primo grado, ha ritenuto, come spiegano i legali dei familiari di Stalteri, Giulio Ponzanelli e Vincenzo Zeno Zencovich, che la produzione e la messa in commercio di sigarette sia un?attività pericolosa per la salute umana. Il produttore, per i giudici, deve quindi adottare tutte le misure idonee a evitare i danni ai consumatori.
Respinge ogni responsabilità la Bat che, annunciando ricorso in Cassazione, ritiene che «non possono essere imputate a Eti SpA (acquisita solo alla fine del 2003 da Bat Italia) le responsabilità per fatti verificatisi nel periodo in cui le attività di produzione e commercializzazione del tabacco erano svolte in via esclusiva dall?Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato».
Il figlio della vittima, che ha portato avanti per 11 anni la battaglia giudiziaria, definisce la sentenza «una bomba atomica giuridica» e ritiene che la causa e la Corte d?Appello di Roma abbiano creato «un precedente sulla capacità della legge di contrastare lo strapotere dei mercati».
«La decisione – hanno commentato gli avvocati della famiglia Stallieri, Giulio Ponzarelli e Vincenzo Zeno Zencovich – conferma che la giurisprudenza italiana, da oltre 30 anni, in materia di responsabilità civile costituisce una garanzia di tutela dei diritti fondamentali della persona, e in particolare di quello alla salute e si pone prima in Europa, sulla scia dei colleghi statunitensi. E se lo Stato italiano, proprio perchè titolare di una propria industria del tabacco ha potuto nei decenni scorsi essere più attento alle casse dell?erario che alla salute pubblica, ora è richiamato dalla sentenza ad una maggior vigilanza sui prodotti dannosi che mette in circolazione».
I giudici d?Appello hanno condannato l?Eti a pagare anche 20 mila euro di spese processuali a carico della famiglia Stalteri e hanno dichiarato inammissibile l?intervento in giudizio del Codacons. L?associazione consumieristica si è comunque detta soddisfatta del risultato ottenuto dopo una lunga battaglia. «Adesso oltre 150 vertenze del Codacons per danni da fumo – sostiene l?avvocato Carlo Rienzi – in attesa di partire in Italia e negli Usa, avranno buon esito. Siamo ancora distanti però dalle condanne americane, e 200 mila euro non bastano a risarcire la perdita di una vita umana».
Il padre della legge contro il fumo, il ministro Sirchia, sottolinea in linea con la sentenza come «i consumatori vanno difesi con l?informazione» e cita i dati della «svolta culturale» avviata dal governo: quest?anno il consumo di sigarette potrebbe crollare del 5-6 per cento. Un passo avanti nell?informazione è sollecitato invece dal farmacologo Silvio Garattini, per il quale alle scritte sui pacchetti va affiancato un foglio illustrativo come per i farmaci.

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