Monti trova subito la soluzione: alzare il prezzo della benzina
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fonte:
- Il Giornale
Per finanziare l’ emergenza il Consiglio dei ministri vara l’ aumento di 2 cent delle accise. Il Codacons protesta. Il governo cerca di evitare il ritocco dell’ Iva Francesco Cramer Roma È ufficiale: benzina come l’ oro per finanziare l’ emergenza terremoto. Lo ha deciso Monti, durante il Consiglio dei ministri di ieri. Il carburante costerà, da subito, 2 centesimi in più. E, da subito, scoppia la polemica, visto che siamo il Paese europeo con la benzina più cara. Una decisione, questa, in parte scontata. Già una settimana fa, con le prime scosse, il governo aveva fatto i salti mortali per non ritoccare al rialzo l’ accisa sul carburante. Ma poi ci si è resi conto che il «fondo per le emergenze» si sarebbe prosciugato e così, è arrivata la tassa sulla scossa. Chi paga, quindi, sono sempre i cittadini mentre lo Stato non riesce a mettersi a dieta. Una decisione grave, che spinge il ministro Corrado Passera a rivolgersi ai petrolieri: «Aiutateci voi». Il ministro dello Sviluppo economico ha chiesto all’ Unione petrolifera di ridurre il prezzo industriale dei carburanti ( al netto delle imposte): «Siamo certi che, in questo momento anche le aziende petrolifere, vorranno fare la loro parte». Il governo viene incontro alle popolazioni colpite, assicura il viceministro Grilli, «sospendendo i versamenti Irpef, Ires, Iva, Irap, addizionali Irpef regionali e comunali e Imu fino al 30 settembre, nonché le rate dei mutui», mentre i Comuni delle zone colpite potranno derogare al patto di stabilità interno. Intanto anche il ministro della Cooperazione Andrea Riccardi parla dell’ Iva, da ritoccare per tutti in autunno. «Credo si debba evitare l’ aumento. Però vedremo». Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, a Otto e mezzo , conferma che il governo proverà a scongiurare l’ aumento: «Pronti 2,5 miliardi, per ora non abbiamo bisogno di aiuti dall’ estero». Il Codacons, in ogni caso, sulla benzina ha già fatto i conti e spiattellato le cifre: «L’ aggravio determinerà una maggiore spesa, solo per i costi diretti di rifornimento, pari a 29 euro annui ad automobilista, facendo incassare allo Stato una cifra complessiva attorno ad 1 miliardo di euro all’ anno». Non solo. Gli aumenti saranno a cascata: «Il rischio- prosegue il Codacons-è l’ effetto domino. Quindi l’ aumento è inopportuno, controproducente e dannoso per gli italiani e per l’ economia nazionale ». Il discorso non fa una grinza ed è sottoscritto pure dalle tre sigle sindacali per cui «sarebbe stato più utile cercare risorse nel recupero dell’ evasione», dicono in coro Cgil, Cisl e Uil. Ma anche la politica storce il naso. Se per l’ Italia dei valori,«Arrivata la disgrazia, arriva anche la tassa sulla disgrazia»; per il pidiellino Giancarlo Lehner la decisione è una vera e propria «grulleria». Mentre l’ ex sottosegretario Guido Crosetto (Pdl) preferisce il sarcasmo: «Sono veramente sconvolto dalla fantasia, dalla lungimiranza e dalla capacità analitica dei tecnici. Giuro che mai mi sarebbe venuto in mente di coprire con l’ aumento della benzina gli interventi per l’ Emilia. È proprio vero che c’ è sempre qualcosa da imparare». In effetti attingere dal serbatoio, e in ultima analisi dal portafoglio degli italiani, è moda antica. Ogni volta che acquistiamo un litro di benzina,infatti,un bel po’ di denaro se ne va per finanziare di tutto. Persino una guerra ai tempi del Duce. Nel dettaglio: 0,001 euro se ne vanno per la guerra di Abissinia del 1935; 0,007 euro per la crisi di Suez del 1956; 0,005 euro per il disastro del Vajont del 1963; 0,005 euro per l’ alluvione di Firenze del 1966; 0,005 euro per il terremoto del Belice del 1968; 0,051 euro per il terremoto del Friuli del 1976; 0,039 euro per il terremoto dell’ Irpinia del 1980; 0,106 euro per la missione in Libano del 1983; 0,011 euro per la missione in Bosnia del 1996; 0,020 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004; da 0,0071 a 0,0055 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011; 0,040 euro per far fronte all’ emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011;0,008 euro per l’ alluvione in Liguria e Toscana del 2011; 0,08 per il decreto «salva Italia» del dicembre 2011. Non solo: nel 2012 sono state introdotte addizionali regionali sulle accise in 6 diverse Regioni (Piemonte, Liguria, Toscana, Marche, Umbria e Lazio) e sulla tassa grava pure l’ Iva al 21 per cento. LE ALTRE DECISIONI Nelle zone colpite sospese Imu, Iva, Irpef e le rate dei mutui.
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