Monti avverte il Parlamento "Liberalizzare per crescere"
ROMA Parte la "fase due", quella della crescita sulla quale il governo intende spingere rendendo meno ingessato il sistema economico italiano attraverso le liberalizzazioni e, la prossima settimana, un nutrito pacchetto di semplificazioni. E mentre il fronte del "no" aumenta le proprie schiere c’ è anche chi, come gli industriali plaudono alle misure varate. Perplessi i partiti che annunciano la loro intenzione di modificare il testo. Ma il premier, Mario Monti avverte: "Il Parlamento è sovrano ma sconsiglieremmo di fare variazioni che dovessero far venir meno la logica di insieme". Sul testo, ancora atteso al Quirinale con il visto della Ragioneria, sono divisi i consumatori: alcuni ritengono che le misure siano insufficienti (il Codacons). Altri (Adusbef e Federconsumatori) calcolano un risparmio di tutto rispetto per le famiglie: "Mille euro l’ anno". Il governo comunque va avanti: il sottosegretario alla Presidenza, Antonio Catricalà, spiega: "Ci sarà un periodo di attesa dei mercati e di diffidenza delle categorie, ma siamo sicuri di vincere la diffidenza ed infondere la giusta fiducia". Inoltre l’ effetto sull’ economia sarebbe benefico: "Il piano del governo dovrebbe portare ad un aumento di Pil di un punto e mezzo nel medio periodo e nel lungo periodo ad una crescita pari a quella dei partner europei più avanzati". Ma l’ obiettivo è ancora più ambizioso ed è contenuto della nota di Palazzo Chigi dove si ricorda che secondo gli studi dell’ Ocse, "con le norme sulle liberalizzazioni e le riduzioni delle rendite nel settore dei servizi al livello medio degli altri Paesi euro il prodotto interno lordo potrebbe salire dell’ 11%, i consumi dell’ 8% e i salari reali di quasi il 12%". Monti però aggiusta il tiro su questo punto: "Alzare gli stipendi non dipende dal provvedimento sulle liberalizzazioni, sarebbe bello ma non è così. Però maggiore concorrenza, maggiore liberalizzazione e apertura dei mercati significano minori rendite di posizione, quindi a parità di condizioni, prezzi più bassi che moderano il costo della vita". Comunque – sostiene Palazzo Chigi – "le disposizioni consentiranno, nel breve periodo, di traghettare l’ economia nazionale fuori dalla spirale recessiva". I politici vanno in ordine sparso: tra i moltissimi commenti sia il segretario del Pd, Bersani, sia il capogruppo del Pdl,Cicchitto, annunciano modifiche in Parlamento. Bersani spiega: "Proporremo di più". Il Pdl, che modifica i toni barricaderi di Silvio Berlusconi ma conferma la sostanza. "Gli sforzi del governo sono apprezzabili", spiega Alfano, ma il decreto sarà sostenuto "solo se centrerà l’ obiettivo di fare un buon servizio al cittadino, ridurre i costi e offrire servizi migliori". Storce il naso il numero uno della Cgil, Susanna Camusso, soprattutto sui salari: "Se il governo ha detto una cosa di questo tipo ha detto una cosa di cui non si capisce la natura". E poi un avvertimento: "Le intemperanze liberalizzatrici ci porteranno dei guai". E ancora: "Quando si dice "riduzione della presenza dello Stato", ci sono cose che si possono fare, ma siamo certi che tutto è semplificabile e che non significhi ridurre attenzione e cautele verso le persone?". Giudizio positivo invece dal segretario della Cisl Bonanni: le norme "sono primo segnale di rottura della staticità italiana sui temi di una maggiore concorrenza". Angeletti (Uil), commenta: "È un primo passo verso la crescita ma ne va verificata l’ effettiva attuazione ed efficacia". Un plauso arriva dalla leader degli industriali Emma Marcegaglia: "Le liberalizzazioni sono sacrosante. È tema fondamentale che finalmente è stato portato avanti. Ci saranno gli strilli: lasciamoli strillare l’ importante è che il governo vada avanti per questa strada. Non è più possibile che ci sia un pezzo di mondo che combatte e un’ altra parte che scarica su questo. È giusto che si siano toccati tutti".
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