Montezemolo: Class action, Pmi a rischio
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fonte:
- Denaro.it
Le azioni collettive sono un principio su cui lavorare, che ha ricevuto un`attuazione sbagliata e rozza. E` il giudizio del presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montenzemolo, sulla possibile introduzione anche nel sistema giudiziario italiano delle class action, che sarà resa possibile se la Finanziaria 2008 sarà approvata senza modifiche rispetto al testo licenziato due giorni fa dal Senato. “E` triste doverlo dire, ma si è approvato, per equilibri e galleggiamenti politici, un provvedimento all`amatriciana. E` una misura sbagliata, rozza, che creerà grandissimi e ulteriori problemi alle imprese e ai lavoratori“, ha detto Montezemolo, a margine di un appuntamento all`Università Luiss. Secondo il numero uno degli industriali, con l`introduzione della nuova norma “i Tribunali saranno inondati di altre cause. Come sempre, quando c`è un principio su cui lavorare, noi riusciamo a fare qualcosa di negativo“. Il leader di Confindustria ha motivato il suo giudizio spiegando che “si importa dagli Stati Uniti, che hanno strutture e magistratura degli Usa, un qualche cosa che anche lì si sta modificando. Si sottopongono tutte le aziende italiane, in particolare quelle più piccole, a ricatti e problemi con una magistratura i cui tempi sono uno dei punti più negativi del Paese“. D`accordo con Confindustria il Codacons, che prende le distanze dalle altre associazioni dei consumatori, che giovedì scorso hanno applaudito l`approvazione della class action da parte del Senato. “Purtroppo l`Italia avrà la class action all`italiana, ossia una schifezza“. Secondo l`associazione, “ben lungi dall`essere un`azione collettiva dei consumatori simile a quella americana, il Senato ha approvato un pastrocchio. Non c`è danno punitivo e i consumatori potranno avere un risarcimento solo se giovani, visto che dovranno aspettare almeno 20 anni prima di poter avere una liquidazione dei danni“. Secondo il Codacons, infatti, sarebbero almeno tre i giudizi, con almeno tre gradi l`uno, per un totale di nove processi, per chiudere un procedimento. “Evidentemente il Parlamento è in mano alle lobby economiche, alle banche, alle assicurazioni, alle compagnie telefoniche. Una sconfitta per il Paese e per i consumatori“. Non tutte le associazioni sono però convinte che la normativa sia così pessima. Anzi la stragrande maggioranza delle organizzazioni dei consumatori la considera una vittoria, come Cittadinanzattiva o Legambiente. Il presidente di Adiconsum, Paolo Landi, definisce “artificiosi“ i timori espressi da Montezemolo e il leader dell`Adusbef, Elio Lannutti, respinge le critiche degli industriali sulla class action: “Confindustria sbaglia, perché con uno strumento come questo si cacceranno i truffatori e rimarranno le imprese più virtuose“; la class action è “uno strumento di civiltà giuridica che rafforzerà le aziende più serie“. Per i piccoli imprenditori e i professionisti la semplificazione fiscale “estrema“ prevista dalla Finanziaria 2008 si può sintetizzare con un “addio a libri contabili, Iva e Irap; per le piccole imprese solo un forfait“. Un milione di imprenditori minimi e marginali, cioè con un`organizzazione semplice, senza dipendenti, potrà scegliere di aderire, se lo ritiene conveniente, a un regime semplificato. La semplificazione riguarda chi ha un giro di affari inferiore a 30mila euro lordi l`anno, non ha fatto investimenti superiori ai 15mila euro nel triennio e non ha dipendenti. Si va dai piccoli negozianti agli artigiani (elettricista, idraulico, meccanico) ai professionisti (avvocato, musicista, disegnatore), ai giovani, che in avvio di attività possono così tagliare di netto gli adempimenti fiscali. Per coloro che aderiscono, scattano la franchigia dall`Iva (e dalla relativa documentazione), l`esenzione dall`Irap e un solo adempimento per l`Irpef. Si paga, invece, un`imposta sostitutiva sul reddito pari al 20 per cento che si calcola sulla differenza tra il valore del giro di affari annuale e il valore dei costi sostenuti per l`impresa. A sostanziale parità di gettito complessivo per il fisco, il risparmio in termini di costo degli adempimenti e di tempo impiegato a tenere in regola la documentazione fiscale è enorme per le imprese. Intanto il Consiglio dei ministri ha autorizzato, in via preventiva, a porre la fiducia sul decreto fiscale qualora le circostanze lo rendessero necessario. Lo ha reso noto il sottosegretario Enrico Letta al termine della riunione di ieri. Il decreto fiscale dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro il prossimo 1° dicembre. Attualmente è in seconda lettura alla Camera. Il Senato ha già previsto una terza lettura dal prossimo 27 novembre.
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