MONTE SANT’ ANGELO. Il paese è infuriato
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
MONTE SANT’ A N G E LO. Il paese è infuriato e protesterà oggi alle 9.30 davanti al palazzo comunale. «Questo aumento della tassa dei rifiuti – fanno sapere i commercianti – rischia di compromettere le nostre attività e naturalmente con il rischio concreto di chiuderle». Il sindaco Antonio Di Iasio prova a spegnere il fuoco della polemica. «Dall’ inizio del mio mandato – scrive in una nota alla comunità – ho sempre mantenuto un rapporto aperto con voi, cercando il confronto e il dialogo nel rispetto di tutte le opinioni. Comprendo perfettamente i motivi del malcontento causato dall’ aumento della Tarsu, ma, credetemi, noi sindaci siamo costretti a fare gli esattori per conto dei tagli imposti dai Governi nazionali. È mio dovere, però, in questa situazione, spiegarvi le ragioni di tale aumento, entrando nel merito delle cose. L’ aumento della tassa sui rifiuti non è un capriccio dell’ amministrazione comunale o del sindaco, ma condizione impostaci dal Governo nazionale per intenderci), prevedendo che la copertura del servizio dei rifiuti sia al 100% a carico dei cittadini; fino ad ora, i costi venivano in parte coperti dal bilancio comunale, ma in tre anni il Governo ha decurtato i fondi al comune di Monte Sant’ Angelo per una cifra superiore a un milione e mezzo di euro e tale copertura non era più possibile». Poi il sindaco spiega che parte della tassa prende strade diverse .«È giusto precisare – aggiunge – che ben 30 centesimi al metro quadrato di quanto versato vanno nelle casse dello Stato. È una situazione, questa, presente nella maggior parte dei Comuni italiani, senza distinzione di bandiere e colori politici; molti comuni stanno peggio di noi, tanto da rischiare il dissesto finanziario o il commissariamento.Permettetemi di dire che non accetto inutili strumentalizzazioni politiche! A chi ha già iniziato questo cammino, voglio ricordare che altri Sindaci di diverse estrazioni politiche hanno dovuto anch’ essi, purtroppo, prendere decisioni difficili e impopolari, poiché, ribadisco, tali aumenti non sono e non possono essere capriccio del sindaco o dell’ amministrazione di turno». Poi un’ ultima riflessione. «Tengo a precisare, inoltre, che per il 2013 l’ Amministrazione Comunale ha deciso di mantenere la Tarsu e non passare alla Tares, poiché, a conti fatti, risulta essere meno pesante per i contribuenti, così come sostenuto anche dal Codacons, associazione a tutela dei consumatori.Sarà nostro compito, vi assicuro, rinegoziare i costi con la società che gestisce il servizio, la Tecneco, a cui chiederemo il taglio di qualche prestazione, il blocco delle assunzioni, una diversa organizzazione del servizio e, soprattutto, l’ ottimizzazione della raccolta differenziata.Ne approfitto per ricordare che la raccolta differenziata è obbligatoria per legge».
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