Monte dei Paschi Il Tar del Lazio non sospende i Monti-bond
Alessia Tagliacozzo ROMA Il procedimento per la sottoscrizione dei nuovi strumenti finanziari per il Monte dei Paschi di Siena (i cosiddetti Monti-bond) può andare avanti. Il Tar del Lazio ? ha annunciato Bankitalia ? non ha concesso la misura cautelare immediata chiesta dal Codacons per ottenere la sospensione del procedimento. L’ udienza di merito sul ricorso che chiede il blocco del provvedimento che dà il via libera al prestito di 3,9 miliardi alla banca senese, secondo quanto riferito dal Codacons, è fissata per il 20 febbraio. Muro di Bankitalia La Banca d’ Italia ha chiesto il rigetto del ricorso per la sua inammissibilità e infondatezza e «la condanna del Codacons al pagamento di una sanzione pecuniaria per lite temeraria, considerata la pretestuosità del ricorso». Inoltre via Nazionale ha espresso «piena disponibilità» a consegnare il documento al Presidente del Tar «nel rispetto delle norme di legge a tutela delle informazioni sensibili». In mattinata il presidente del Codacons Carlo Rienzi aveva denunciato la «scarsa trasparenza» della Banca d’ Italia per non aver consegnato al Tar il documento e chiesto «le dimissioni del Governatore». Una richiesta alla quale si associano anche altre associazioni come l’ Adusbef e Federconsumatori. Secondo il Codacons, infatti, il prestito sarebbe condizionato all’ impegno di Mps sull’ assenza di eventi successivi al 30 giugno 2012 «che abbiano o possano avere impatto negativo rilevante con riferimento alla propria situazione patrimoniale finanziaria e reddituale, che non siano stati già resi pubblici o comunicati al Mef e/o alla Banca d’ Italia». «I presupposti per il prestito ? ha detto Rienzi ? non ci sono, deve essere bloccato. La banca non ha dato le informazioni, va commissariata». Secondo l’ associazione dei consumatori si tratta inoltre di aiuto di Stato, e per questo ha annunciato il ricorso alla Commissione europea. A Via Nazionale non si nasconde il fastidio e l’ irritazione per l’ iniziativa del Codacons che viene ritenuta più volta a riscuotere consensi e pubblicità che a contribuire alla chiarezza della vicenda. Per questo motivo è stata presa la decisione di chiedere al tribunale di considerare quella del Codacons una richiesta pretestuosa da inquadrare perciò come lite temeraria. C’ è poi il nodo riservatezza. L’ istituto guidato da Ignazio Visco è consapevole della delicatezza dei documenti che elabora: nessuna volontà di sottrarsi alla collaborazione con le autorità giudiziarie, tanto che il documento sarà sottoposto al presidente del Tar se questo lo richiederà, ma certo c’ è l’ esigenza di evitare di diffondere al pubblico una relazione di tipo tecnico che contiene dati sensibili di una società quotata già peraltro oggetto di forti speculazioni e oscillazioni di Borsa negli ultimi giorni. E non è detto che il presidente del Tar lo richieda. La procedura prevede che la palla passi di nuovo al Tesoro, il quale avendo ricevuto il parere favorevole dell’ istituto centrale il giorno seguente la sua approvazione dal direttorio deve completare ora l’ iter. Sottoscrizione a febbraio L’ obiettivo del Monte dei Paschi è infatti quello di emettere gli strumenti, che saranno sottoscritti dal Tesoro, entro metà febbraio per poter mettere in sicurezza il patrimonio e concentrarsi sul piano industriale che dovrà consentire di ripagare i Monti-bond. nascosto
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