19 Dicembre 2019

Monta la rabbia dei risparmiatori contro la Popolare di Bari

 

Erano poco più di un centinaio gli azionisti della Banca Popolare di Bari che ieri mattina si sono dati appuntamento a Bari sotto la sede centrale dell’ Istituto per inscenare una protesta contro la truffa subita da una banca in cui credevano e di cui si fidavano a tal punto da investire in titoli azionari quasi tutti, o in parte, i loro risparmi. Infatti, “Ladri, ridateci i nostri soldi”, “Dovete vergognarvi”, sono state prevalentemente queste le frasi scandite durante la manifestazione di protesta dai risparmiatori che, sentendosi truffati, chiedevano di incontrare i commissari della Bpb appena nominati dalla Banca d’ Italia. Richiesta subito accolta, tanto che una delegazione di manifestanti, accompagnati dai rappresentanti di alcune associazioni di consumatori e dal presidente dell’ associazione “Vittime del salva -banche”, Letizia Giorgianni, è stata ricevuta in mattinata dai commissari della banca barese. A riferire l’ esito dell’ incontro è stata la stessa Giorgianni, che alla fine del faccia a faccia ha chiarito ciò che è emerso dal colloquio. “I commissari hanno iniziato oggi a lavorare, si sono resi disponibili ad aggiornare i risparmiatori su quello che sarà il loro lavoro e hanno detto che si impegneranno affinché la banca, anche attraverso questo decreto che dà nuova liquidità, possa riprendersi ma questo oggi non lo può certificare nessuno”. Infatti, ha aggiunto Giorgianni: “Quali saranno le sorti della banca da qui ai prossimi anni, però, rimane purtroppo un’ incognita. Non mettiamo in discussione la buona fede di chi oggi è chiamato ad un ruolo importantissimo e difficilissimo. Quello che sappiamo è che ci sono atti, anche all’ attenzione della magistratura, che parlano di ostacolo alla vigilanza. Possiamo quindi anche immaginare che quello che troveranno i commissari potrebbe essere più grave degli scenari che attualmente conosciamo”, spiegando che “attualmente sappiamo che la banca ha accumulato un buco di quasi un miliardo di Euro di debiti e aspettiamo che i commissari ci dicano se la situazione è questa o addi rittura peggiore”. “I commissari – ha proseguito la presidente delle “Vittime del salva -banche” – cercheranno di risollevare le sorti della banca, ma il problema della vigilanza, che riteniamo sia stata inefficiente, è che si doveva intervenire prima”, perché “il primo report ispettivo della Banca d’ Italia, risalente al 2009, parlava già di irregolarità”. Invece, ha sottolineato Giorgianni , “sono passati 9 anni nei quali la banca ha continu ato ad accumulare perdite e le azioni sono passate da un valore di oltre nove Euro a due”. Ed ha commentato: “Il sistema così non funziona. La politica deve rendersi responsabile di una profonda riforma del sistema bancario”. Giorgianni, in fine, ha ricordato che “i risparmiatori (ndr . di Bpb) hanno firmato prospetti dove c’ era scritto che quell’ investimento era a basso rischio. Questa è stata la prima truffa. La seconda è che la banca ha venduto le azioni ai correntisti quando il buco in bilancio si aggravava e allora gli investitori istituzionali, quelli consapevoli, erano scappati a gambe levate, e la banca si è ricapitalizzata facendo carneficina sociale con queste persone che non avevano la capacità di capire il titolo che stavano acquistavano”. L’ incontro avvenuto tra i commissari della Popolare di Bari e una delegazione di risparmiatori, per il Codacons invece, “è un atto totalmente inutile e di facciata, un gesto simbolico che non serve a nulla e non fornisce alcuna garanzia ai risparmiatori”. Infatti, il Coda cons pretende dalla Bpb, e quindi dai commissari, fatti concreti, volti a tutelare i soldi dei piccoli investitori. Infatti, il presidente dell’ associazione Codacons, Carlo Rienzi, con una nota ha dichiarato: “Crediamo che incontri come quello odier no servano a poco, perché come Codacons non ci fidiamo più alle belle promesse di politici e istituzioni sulle banche, considerata l’ esperienza del passato con gli altri istituti bancari caduti in default”. Per Rienzi, “ciò che serve davvero sono garanzie specifiche per gli obbligazionisti della Popolare di Bari, affinché sia escluso il loro coinvolgimento nella vicenda ed eventuali perdite, e soluzioni per rimborsare i 70mila azionisti che hanno visto bruciare 1,5 miliardi di Euro di risparmi a causa della cattiva gestione della banca”. Infatti, ha poi concluso lo stesso Rienzi: “Se non avremo risposte, unica possibilità per ottenere giustizia resta il ricorso alle aule di Tribunale, attraverso una valanga di cause risarcitorie promosse dal Coda cons per conto dei risparmiatori gabbati”. E sempre sulla vicenda della Bpb, dopo il recen te commissariamento di Banca d’ Italia, giunge anche la singolare richiesta di commissaria mento della Regione Puglia da parte della consigliera regionale forzista Francesca Franzoso, che con una nota ha commentato: “Il presidente Conte convochi con urgenza un Consiglio dei ministri per sciogliere la Regione Puglia”, perché “le dichiarazioni di Michele Emiliano sono sempre più preoccupanti, tanto da non poter più essere sottovalute, né archiviate con una risata”. “Pochi giorni fa – ha ricordato Franzoso – voleva mettere a disposizione i fondi della Regione Puglia per risarcire le aziende dell’ indotto del siderurgico di Taranto e ora, dopo il crac della Banca Popolare di Bari, si dichiara pronto ad entrare nella compagine societaria dell’ istituto”. Infatti, ha poi commentato l’ esponente regionale ionica dell’ opposizione di centrodestra, “In una lettera imbarazzante inviata al premier Conte, Emiliano si spinge a chiedere che, per la gestione della banca, si continui a garantirne la territorialità. Tutto senza fare cenno a competenza, serietà, a sana e prudente gestione, requisiti indispensabili per una Banca. La territorialità come valore assoluto. Dopo aver ascoltato i vertici dell’ istituto nell’ audio choc pubblicato da Fanpage, il sovranismo bancario del Governatore appare solo come l’ ultima delle sue ridicole trovate”. Infatti, Franzoso nella nota ha anche riportato quanto dichiarato dall’ ex ad della Popolare di Bari, Vincenzo Debustis, nell’ audio intercettato durante una riunione del 10 dicembre scorso con i manager dell’ Istituto: “Questa banca è un esempio di scuola di cattivo management, irresponsabile, esaltato . Tutti i conti economici truccati, truccavate pure i conti economici delle filiali. Taroccati”. “Uno scenario – per Franzoso – a dir poco avvilente, che rischia di lasciare morti e feriti tra i risparmiatori”. Uno scenario – ha inoltre commentato la consigliera berlusconiana – che dovrebbe fare capire che, più che della ‘patente dei panzerotti’, servirebbe quella della competenza”. Per cui, ha concluso Franzoso non senza un’ evidente ironia – “il premier Conte non perda tempo e liberi la Puglia dalla pericolosa incompetenza di chi la governa”. Ed è chiaro che anche da questo genere di iniziative e susseguenti commenti si evince che la campagna elettorale per le prossime regionali è pienamente iniziata. Tanto che anche una vicenda grave e seria come quella della Bpb, alla vigilia di un’ importante competizione elettorale, può diventare oggetto di commenti, idee e proposte che rasentano il ridicolo. Giuseppe Palella.

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