3 Settembre 2009

Monta la protesta dei precari Il Codacons denuncia la Gelmini e i direttori scolastici

Presentato esposto a 104 Procure per interruzione di pubblico servizio e violazione delle norme sulla sicurezza. 

ROMA Prova del fuoco per la riforma Gelmini che sta causando il più numeroso licenziamento di massa che la storia ricordi.  E se finora non hanno trovato udienza le proteste, i sit-in, i proclami di lotta dei sindacati, molto di più potrà fare la magistratura interessata in 104 città dal Codacons che da ieri ha dato vita al più grande ricorso collettivo contro un provvedimento assunto dal Governo. A rispondere nelle diverse Procure saranno il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e i direttori regionali scolastici accusati di «interruzione e turbativa di pubblico servizio e violazione delle norme sulla sicurezza delle classi» che per sopperire alla mancanza di docenti dovranno ospitare più di 25 alunni. Un escamotage di grande effetto, che poggia su precise leggi dello Stato dove si afferma che il massimo affollamento ipotizzabile è fissato in 26 persone per aula, regola valida anche ai fini delle attività integrative e degli insegnamenti speciali. Il Presidente del Condacons Carlo Rienzi è categorico: prevedere classi di 30 o 40 alunni significa fare correre inutili rischi a studenti e insegnanti, che con i loro esposti costituendosi parte civile tentano di difendersi.  La "class action" è di là da venire, intanto il malcontento dei precari sta sfociando in un mega ricorso collettivo sottoscritto al momento da almeno 20.000 docenti, tutti disposti a sostenere l’azione legale organizzata dal Codacons davanti al Tar del Lazio. Intanto non si placa la protesta dei precari che oggi hanno manifestato ancora in tante città d’Italia, come a Milano, Napoli, Benevento, Palermo, dive un’insegnante che da nove giorni fa lo sciopera della fame si è ridotta all’ospedale. Oggi è in programma un incontro a viale Trastevere, ma i sindacati stavolta vogliono fatti concreti. Da settimane i tecnici stanno lavorando a una proposta che dovrebbe andare incontro alle esigenze almeno di una fetta di precari, quelli che hanno avuto un incarico annuale nel precedente anno scolastico e rischiano di non vederlo riconfermato. Intanto è giallo sui numeri. Un comunicato di Viale Trastevere che contesta le cifre circolate in questi giorni sul numero dei precari non ha aiutato a rasserenare gli animi e, anzi, ha rinforzato la protesta. «Secondo il Ministero la situazione riguarderebbe 42mila unità, ma considerati i 32 mila docenti messi a riposo, ad avere problemi sarebbero solo 10 mila insegnanti non in ruolo a cui dovrebbe essere riconfermata la supplenza». «Il ministero si informi meglio. I dati da noi diffusi hanno replicato il segretario generale della Cisl scuola, Francesco Scrima e per la Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo non sono falsi, ma sono quelli forniti dal ministero, ai tavoli di confronto e contenuti nella relazione che lo stesso ministero ha inviato al Ministero dell’Economia».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox