23 Luglio 2017

“Monitorate 16mila valvole nel sottosuolo Ma non basta”

per mettere in sicurezza la rete sei appalti per la manutenzione
IL problema della rete idrica di Roma è lo stato di salute delle condotte e tubature che si snodano nel sottosuolo di Roma e che in alcuni casi, come nel centro storico, hanno oltre 40 anni di vita e un evidente bisogno di manutenzione. Al punto che il 45% dei 18mila litri di acqua al secondo che passano attraverso i seimila km di tubature sotto la città, è disperso nel sottosuolo; una quantità che, specie dopo lo stop ai prelievi dal lago di Bracciano, assume dimensioni critiche. Nelle ultime settimane Acea ha tentato di correre ai ripari. A luglio l’ azienda ha effettuato un monitoraggio sulle 16mila valvole interrate da cui partono le tubature che portano l’ acqua ai tre milioni di utenti romani: almeno 1500 perdevano acqua. Ma è solo un primo passo. Bisogna aggiungere le perdite occulte di acqua che si accumula lungo le paratìe, dette saracinesche, poste a regolare distanza sulle tubature: spesso infatti si rompono, come accaduto di recente a Ponte Milvio o in via di Grottarossa. La situazione è critica nel centro storico ma anche nel litorale, a Ostia, a Roma est, Roma nord e in alcuni nuovi quartieri limitrofi al Raccordo come Torrino e Trigoria. Grazie al monitoraggio sulle valvole, l’ azienda ha recuperato oltre 100 litri di acqua al secondo, ma ci vuole ben altro. A breve partiranno interventi di riparazione per indivi- duare le perdite occulte con tecnologie elettroacustiche e, secondo l’ azienda, entro il 2017 si dovrebbe mettere in sicurezza tutta la rete idrica: sei gli appalti finora pubblicati per lavori di manutenzione. Negli ultimi quattro anni l’ azienda di piazzale Ostiense ha speso 500 milioni per mettere in sicurezza la rete fognaria, come previsto dall’ Unione Europea, aggiustare scarichi non a norma e realizzare nuovi impianti di depurazione. Ma ora è urgente mettere in sicurezza una rete che fa acqua – è il caso di dire – da tutte le parti. L’ azienda sta preparando un piano industriale per investire in nuove infrastrutture, fra cui c’ è anche il progetto di prelevare acqua dal Tevere e renderla potabile ampliando l’ impianto di Grottarossa; ma serve tempo, almeno un paio di anni, e soldi dato che per rifare un solo chilometro di tubature sono necessari da 350mila a 400mila euro. La cifra è alta ma non deve stupire: i paesi del nord Europa, Danimarca e Germania in testa, spendono ogni anno da 80 a 100 euro per abitante per fare lavori di manutenzione e rifacimento sulla rete idrica, a Roma appena 34. E le condutture sono così obsolete che spesso si verificano perdite a distanza di pochi metri negli stessi tratti appena restaurati. Pochi giorni fa la sindaca Virginia Raggi ha detto che i lavori saranno comunque coperti dalle tariffe in bolletta, ma ha chiesto poteri speciali, ovvero più risorse. «Il timore è che le bollette – spiega l’ avvocato Valeria Graziussi di Codacons – potrebbero aumentare in futuro anche se sul lungo termine non si percepirà in modo drastico ». (salvatore giuffrida) ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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