23 Giugno 2009

Monica Setta: “Il Codacons esulta per la fine di Domenica In Politica? Il presidente voleva però esserci… Indaghi piuttosto sulle star strapagate”

 Possono due associazioni di consumatori, che spesso combattono battaglie comuni, pensarla in modo profondamente diverso su uno stesso tema? Evidentemente sì. Stupisce (ma fino ad un certo punto se si va avanti nella lettura…) che questo tema sia la tv e precisamente la scelta di Raiuno di fare a meno di Monica Setta e del suo spazio economico nella prossima edizione di Domenica In.  Questa la reazione del Codacons: "Approviamo in pieno la decisione di contenere i costi ed eliminare alcune rubriche del contenitore domenicale, che non raccoglievano molto gradimento da parte dei telespettatori. In particolare ci sembra una decisione saggia l’eliminazione dello spazio affidato a Monica Setta, caratterizzato da dibattiti sociali ‘all’acqua di rose’ e poco incisivi". Questa la reazione di Federconsumatori: "Apprendiamo con grande disappunto la soppressione dello spazio dedicato all’economia, sotto la conduzione della giornalista Monica Setta, all’interno di Domenica In. In una trasmissione contenitore, accanto a musica, sport e varietà, era stato abilmente collocato uno spazio riservato alla discussione delle principali tematiche socio-economiche del Paese, capace di convogliare l’attenzione dei cittadini su argomenti di particolare rilevanza, quali quelli dello sviluppo economico, nonché quelli relativi a banche, assicurazioni, liberalizzazioni, risparmio, ecc. Uno spazio prezioso ed assai utile, specialmente in una situazione delicata come quella che stiamo attraversando, che ha dato voce alle grandi organizzazioni sindacali ed ai principali attori sociali dello scenario italiano". E’ la stessa Setta a svelare implicitamente a Il Velino il motivo della dissonanza tra questi due comunicati: "La soddisfazione del Codacons per l’eliminazione della mia rubrica è inopportuna e fuori luogo. Il presidente Rienzi ha cercato durante tutto l’anno di farsi invitare a Domenica In.  La verità è che noi, dopo due puntate in cui abbiamo dato ospitalità a rappresentanti del Codacons, abbiamo preferito aprire a Rosario Trefiletti, presidente della Federconsumatori, perché più incisivo ed efficace. Infatti Trefiletti è stato poi ospite per 25 delle 32 puntate di Domenica In Politica". La Setta snocciola quindi i risultati conseguiti dalla sua rubrica: "Il mio spazio ha avuto una media ascolti di poco inferiore al 18 per cento di share in una fascia oraria che andava dalle 15.10 alle 15.50: un solo punto sotto Canale 5 e quasi sempre superiore ai risultati di Quelli che il calcio su Raidue con le partite in corso". Risultati tutt’altro che disprezzabili visti soprattutto i limitati costi del contenitore domenicale. "Il cachet di Domenica In Politica era di 1500 euro lordi a puntata – sottolinea Setta – senza pagare ospiti né avere collegamenti esterni". A fine maggio Libero ha pubblicato i compensi percepiti da Pippo Baudo e Massimo Giletti: cachet compresi in una forbice tra 15 e 25 mila euro a puntata. "Con risultati d’ascolto in linea con quelli della rete – rileva Setta – e con un Giletti che va in onda quando ancora non c’è il calcio".  Dati alla mano, Setta suggerisce insomma al Codacons un aggiustamento di tiro: "Non capisco perché un’associazione di consumatori che dovrebbe difendere i contribuenti italiani che pagano il canone, si interessi tanto del mio spazio, arrivi addirittura a gioirne per la chiusura e invece non dica una parola sulla possibilità di mettere un tetto ai compensi delle super pagate star della tv. In tempi di crisi infatti l’attenzione al risparmio, come insegnano i buoni economisti, dovrebbe riguardare tutte le voci di costo delle aziende". Non basta quanto pubblicato da Libero? "Magari quei compensi non sono reali e molti conduttori di cui si favoleggiano compensi altissimi in realtà prendono 2000 euro a puntata – dichiara Setta – Sarei felice se tutte le altre star della Rai si autoriducessero il compenso per andare incontro alla crisi.  E il Codacons facesse attenzione e cominciasse ad aprire gli occhi sui cachet delle stelle televisive, dal momento che stiamo parlando di un servizio pubblico e attraversiamo una epocale crisi economica internazionale".  Da qui l’invito di Setta al presidente Rienzi: "In nome dei consumatori, il Codacons aprisse finalmente questa battaglia in nome della trasparenza: se alla fine risultasse che molti conduttori prendono dieci volte il cachet della sottoscritta, da contribuente che paga il canone qualche domanda comincerei a pormela". E la Rai? "Credo che con me abbia fatto un ottimo affare, visto il rapporto costi/share di Domenica In Politica. Anche io ho fatto un ottimo affare perche ho vissuto una magnifica esperienza di giornalismo per cui ringrazio l’azienda. A Domenica In ho vissuto tre anni bellissimi insieme al capostruttura Massimo Liofredi e a colleghi di razza come Baudo, Giletti, Lambertucci, Bianchetti, Corna e la bravissima Katia Noventa, new entry della ultima edizione. Finora ho letto solo indiscrezioni circa la mia esclusione da Domenica In. Aspetto ancora chiarimenti da parte dell’azienda perché a me ufficialmente non hanno comunicato nulla. Mi piacerebbe sapere qualcosa. Sarei felice se la Rai avesse dei progetti su di me. Aspetterò fiduciosa perché ho grande stima dei direttori Mauro Mazza e Mauro Masi.  Almeno su questo punto concordo con il Codacons: sono i dirigenti migliori che la Rai possa avere in questo momento di difficile congiuntura economica".

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