19 Aprile 2009

Moneta elettronica troppo cara, necessaria l’entrata delle Tlc

MILANO Restano ancora elevati, anche se in linea con quelli degli altri strumenti di pagamento tradizionali come conti correnti e carte di credito, i costi delle carte prepagate offerte dal sistema bancario, con commissioni di ricarica che possono arrivare fino a 5 euro. è quanto emerge da un’indagine conoscitiva condotta dall’Antitrust nel settore delle carte prepagate. Per favorire una loro riduzione – spiega l’Authority – occorre sfruttare le potenzialità legate ad un possibile ingresso, nel mercato dei pagamenti elettronici, degli operatori telefonici mobili. Le carte prepagate, bancarie o postali, ricaricabili o "usa e getta", sembrano piacere sempre di più agli italiani. Secondo i dati raccolti dall’Antitrust nell’indagine conoscitiva nel 2007 ce n’erano già 5,8 milioni in circolazione, il 30% in più rispetto all’anno precedente. A coprire quasi il 60% del segmento è Poste Italiane. Nel 2006 si sono registrate più di 25 milioni di operazioni di pagamento con carte prepagate, presso Pos o via Internet, oltre il doppio rispetto ai prelievi bancomat, e il valore delle ricariche è stato di circa 3,5 miliardi di euro. Un bel giro d’affari ma dai costi «ancora elevati» per i consumatori – anche fino a 117 euro l’anno -, fa notare l’Antitrust che intravede nelle 80 milioni di carte prepagate telefoniche «possibili risparmi per i consumatori». In effetti a partire dal primo novembre di quest’anno entrerà in vigore la cosidetta "Psd" (Payment Service Directive) che dovrebbe consentire l’ingresso di nuovi operatori nel sistema di pagamenti. «Laddove intervenissero le necessarie modifiche normative contenute in una proposta di direttiva della Commissione Europea – evidenzia il Garante – i consumatori potrebbero in sostanza utilizzare le ricariche telefoniche per effettuare i pagamenti di modesta entità, dalla spesa al supermercato al biglietto del treno, all’abbonamento dei mezzi pubblici, sfruttando la gratuità della ricarica e la rimborsabilità del credito». Una maggiore concorrenza nel settore, con conseguente riduzione dei costi, potrebbe aiutare l’Italia a «recuperare il gap con gli altri Paesi nella diffusione della moneta elettronica». «A fronte di una media dell’area euro di circa 55 operazioni procapite effettuate con carte di pagamento e di 154 effettuate negli Stati Uniti, in Italia – fa notare in conclusione l’Antitrust – si registrano solo 21 operazioni procapite».  Per il Codacons le conclusioni dell’Antitrust sulle carte prepagate sono giuste ma ora occorre «eliminare commissioni sui prelievi». L’Autorità – afferma il presidente dell’associazione dei consumatori Carlo Rienzi – «deve puntare il suo mirino sulle commissioni sui prelievi tramite bancomat, che rappresentano un balzello enorme e totalmente inutile».
 

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