11 Giugno 2010

MONDIALI:BRUNETTA-SACCONI,PERMESSI PER AZZURRI?NO,FERIE/ANSA

LAVORO E’ LAVORO; DIRIGENTI, CONTROLLEREMO CALO PRODUTTIVITA’

   (ANSA) – ROMA, 11 GIU – Niente permessi dal lavoro per vedere

in tv le partite durante i Mondiali: né per gli statali né per

i lavoratori privati. E se proprio la passione calcistica è

tale da non potere fare a meno di guardare le sfide quando

giocano gli Azzurri, allora bisognerà mettersi in ferie.

   I ministri della Funzione Pubblica e del Lavoro, Renato

Brunetta e Maurizio Sacconi, non hanno tentennamenti: "Il

lavoro è lavoro, il divertimento è divertimento", dice

Brunetta, che ha fatto della lotta all’assenteismo uno dei suoi

cavalli di battaglia. E a pensarla esattamente come lui è il

suo collega: "Brunetta ha ragione – afferma Sacconi -: vogliamo

tutti tifare la Nazionale, molti di noi sono contenti di gridare

‘Forza Italia’… ma lo si deve fare fuori dall’orario di lavoro

o prendendo le ferie".

   Insomma, la proposta del presidente degli industriali

tedeschi, Dieter Hundt, di concedere permessi per seguire gli

incontri non trova eco da noi. Anzi: Brunetta esprime meraviglia

per le parole di Hundt. "Viva il calcio, ma il lavoro è

lavoro", osserva il ministro, insistendo: "Il lavoro è lavoro,

il divertimento è divertimento. E’ svago, non è malattia e non

é un obbligo e non è neanche assistenza ad un familiare".

Pertanto, non avrebbe senso concedere in questo caso dei

permessi. "Ma siamo seri…. E allora se uno è amante del

cricket? O delle passeggiate?". E se ci fosse in questo periodo

una impennata dei certificati medici? Risponde Brunetta:

"Spetterà ai dirigenti controllare", così come previsto dalla

riforma che porta il suo nome.

   La proposta tedesca non fa breccia neanche nel sindacato. Il

segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, la liquida con

una battuta: "Mi pare un mondo capovolto…". Mentre il

segretario confederale della Uil, Paolo Pirani, dice: "Ferie e

permessi okay, ma solo per assistere alla vittoria dell’Italia

nella finalissima". 

   Il problema per gli statali tifosi accaniti si presenterà

già lunedì prossimo quando l’Italia giocherà contro il

Paraguay. E’ vero che è alle 20,30 e, a quell’ora, la maggior

parte degli statali sono già a casa. Ma bisogna considerare le

categorie che lavorano su più turni come, per esempio, gli

infermieri, i vigili del fuoco, gli operatori ecologici.

Rassicurano Brunetta i dirigenti pubblici: "faremo la nostra

parte come al solito e controlleranno che non ci siano cali di

produttività" dice il vicepresidente Cida-Funzione Pubblica,

Antonio Zucaro, convinto che il calo "non sarà di entità tale

da giustificare provvedimenti restrittivi, ma neanche

autorizzazioni a priori. Qualcuno magari ci proverà anche a non

venire a lavorare, ma noi controlleremo". Promuove, infine, la

posizione di Brunetta il Codacons.:"E’ corretta in quanto evita

la possibilità si verifichino disservizi a danno dell’utenza,

legati alla minore produttività nel settore pubblico – dicono i

consumatori -. Tuttavia, lo stesso Brunetta deve dare il buon

esempio, essendo il primo a lavorare anche durante le partite

della Nazionale, senza interrompere le sue funzioni per

assistere agli incontri".

(ANSA).
 

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