6 Ottobre 2015

Mondadori-Rcs, ora l’ Antitrust

Mondadori-Rcs, ora l’ Antitrust

Franceschini: un colosso, rischi per il mercato dei libri MILANO Dopo sette mesi di trattative, il matrimonio è fatto. Anche Rcs Libri andrà a vivere sotto il tetto di Mondadori, che fortifica così la propria leadership editoriale. Facendo gridare al monopolio e scomodando l’ intervento dell’ Antitrust. «Ho già detto come la penso sui rischi di questa operazione sul delicato mercato dei libri – commenta a caldo il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini -. Ma ho anche ripetuto dal primo minuto che il governo non può e non deve intervenire. Sarà semmai l’ Autorità Antitrust, secondo la legge, a valutare come sempre e nella sua totale indipendenza l’ operazione acquisto Rcs». Con l’ acquisizione del settore libri del gruppo guidato da Pietro Scott Jovine, definita domenica sera e costata a Mondadori 127,5 milioni di euro per l’ intera quota (pari al 99,99%) posseduta da Rcs MediaGroup in Rcs Libri (esclusa Adeplhi, per la quale l’ editore Roberto Calasso eserciterà l’ opzione di riacquisto del 58% in mano a Rcs), il gruppo della famiglia Berlusconi passa infatti da una quota di mercato del 27% a detenere il 38% della torta editoriale italiana. Già nei mesi scorsi Franceschini si era detto «molto preoccupato » per l’ operazione e in un tweet postato il 19 febbraio aveva sottolineato: «È troppo rischioso che una sola azienda controlli metà del mercato». Perché, aggiungeva poi, «non c’ è settore più delicato e sensibile del mercato dei libri per la libertà di pensiero e di creazione». Frattanto, sul più prosaico piano finanziario è stata positiva la risposta della Borsa. A Piazza Affari il titolo Rcs, forte per tutta la giornata di ieri, è addirittura salito del 5,39% finale a 0,889 euro. In rialzo anche Mondadori (+2,31% a quota 0,996) con gli analisti che, in attesa comunque delle decisioni dell’ Antitrust, vedono vantaggi per entrambi: la casa editrice di Segrate rafforza la sua leadership di mercato, mentre Rcs riduce il debito di circa 100 milioni, con effetti positivi sul capitale. Tanto da far dichiarare al direttore finanziario, il Cfo Riccardo Taranto, che «l’ aumento di capitale non è al momento sul tavolo», anticipando che il nuovo piano industriale sarà presentato «nelle prossime settimane». Di «orgoglio» e di «rilevante investimento sul futuro del nostro Paese e sulla qualità di questo futuro» in un settore «nobile e speciale come quello del libro», parla invece Marina Berlusconi, dal 2003 presidente di una Mondadori che «torna a crescere e compie un passo cruciale verso una sempre maggiore solidità». Una strategia imprenditoriale e commerciale in qualche modo obbligata. «Le dinamiche del settore – aggiunge – spingono in tutto il mondo gli editori ad unire le forze». Soprattutto nell’ era di Internet e dell’ ecommerce, «un’ editoria nazionale più solida e competitiva potrà reggere davvero il confronto con i grandi editori stranieri e con protagonisti estremamente aggressivi del calibro di Amazon». «Ora siamo pronti per una nuova fase di sviluppo nel nostro ‘mestiere’ più antico e solido» aggiunge l’ Ad Ernesto Mauri. Con l’ acquisizione di Rcs Libri, il mercato editoriale italiano vede ora da una parte il nuovo colosso mondadoriano con il 38% della torta e dall’ altra il potente Gems (Gruppo editoriale Mauri Spagnol, che comprende tra gli altri: Bollati Boringhieri, Corbaccio, Garzanti, Longanesi, Guanda) con quasi il 10%, seguito da Giunti con il 6,3, da Feltrinelli con quasi il 5 e De Agostini con il 2,3%. Ma la galassia editoriale italiana non si esaurisce qui. Ed è questo uno dei nervi scoperti che fa gridare allo scandalo e invocare, da parte del Codacons, l’ intervento dell’ Antitrust. L’ associazione dei consumatori punta l’ indice contro un monopolio che andrebbe a «svantaggio non solo del settore editoriale italiano, costituito da piccole case editrici, ma anche e soprattutto dei consumatori, che avranno così un’ offerta limitata e dipendente dalle scelte imprenditoriali del nuovo colosso». Un ulteriore rischio sarebbe che anche i prezzi dei libri delle altre case editrici risultino «condizionati dai prezzi praticati da ‘Mondazzoli’ in qualità di soggetto dominante del mercato ». Dominio che al momento vede già Mondadori detenere oltre il 35% del settore libri e il 25% di quello scolastico. RIPRODUZIONE RISERVATA

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