Momenti di terrore la scorsa notte per un incendio divampato in un palazzo del ‘500
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fonte:
- Il Messaggero
Dopo i momenti di terrore la scorsa notte per un incendio divampato in un palazzo del ‘500 a piazza della Maddalena, a pochi metri dal Pantheon, monta la polemica per gli ostacoli che i mezzi di soccorso devono affrontare per entrare nelle stradine del Centro storico. I vigili del fuoco, infatti, per passare hanno dovuto abbattere due delle colonnine di marmo che delimitano l’area di piazza della Maddalena. Sotto accusa anche i tavolini all’aperto, così come fioriere e pedane, o altri arredi di cemento che delimitano le aree pedonali. E intanto già si pensa alle soluzioni: a settembre nascerà una task force composta da vigili del fuoco, vigili urbani e tecnici del Municipio, pronti a individuare le strade più pericolose, praticamente inaccessibili ai mezzi di soccorso. «Due giorni fa, con una lettera, ho spiegato al comandante provinciale dei vigili del fuoco Gioacchino Giomi le mie preoccupazioni per i disagi che alcune occupazioni di suolo pubblico del centro storico potrebbero creare ai mezzi di soccorso – sottolinea il presidente del I Municipio, Orlando Corsetti – per questo ho proposto di creare da settembre un gruppo di lavoro congiunto per verificare la conformità delle occupazione di suolo pubblico alle norme di sicurezza». Aspettando settembre, i vigili urbani del I Gruppo, diretti dal comandante Cesarino Caioni, hanno già individuato diverse attività commerciali con occupazioni esterne abusive, dalle fioriere ai tavolini, dalle insegne ai cassonetti, dalle tende ai pannelli, ombrelloni, faretti, pedane, elementi di riscaldamento posizionati illegalmente. Sono 78, e tutte nel centro storico, da corso Vittorio Emanuele a via Ripetta, da via della Vite a via Roma Libera, da piazza Santa Maria Maggiore a via Cavour. Ieri, sono stati rimossi 14 tavolini, 2 ombrelloni, 20 fioriere e pannellature varie, al Rione Monti. «Abbiamo rimosso dei tavolini di un locale tra via dei Serpenti e via Leonina – aggiunge Corsetti – dopo che i vigili urbani avevano formalizzato la loro pericolosità per il passaggio dei mezzi di soccorso. Il locale occupava il suolo pubblico antistante l’esercizio per 36 mq, 30 dei quali completamente abusivi». E poi sottolinea come la procedura adottata in questo caso possa essere utilizzata in casi analoghi, «poiché il Tar, a cui spesso si rivolgono i titolari dei locali, in molte occasioni concede la sospensiva: in questo modo si può invece intervenire rapidamente per ripristinare le condizioni di sicurezza». I residenti intanto chiedono soluzioni immediate. «Non è la prima volta che un’ambulanza ha difficoltà ad arrivare qui, purtroppo sulle occupazioni di suolo pubblico tutti fanno tante promesse ma alla fine la situazione non cambia», si sfoga una residente, Maria Elena Ferri, che vive in una traversina del Pantheon. Altri sostengono che oltre al problema dei disagi per le operazioni di soccorso, il tavolino selvaggio è anche un problema per la quiete pubblica: «C’è sempre qualcuno che suona e canta incessantemente, e sempre le stesse canzoni: dormire diventa impossibile». «Ieri hanno dovuto tagliare le colonnine altrimenti non passavano – spiega Alberto Guidi, residente in via della Maddalena – in altri casi ci sono le fioriere, insomma forse bisognerebbe pensare a delle soluzioni più sicure». «È inaudito che la presenza di tavolini all’esterno dei locali del centro storico possa ostacolare in qualsiasi modo l’arrivo dei soccorsi», dice il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, commentando la denuncia di alcuni residenti di piazza della Maddalena. «In base a quanto riferito dai cittadini, i vigili del fuoco hanno dovuto abbattere due colonnette di pietra sul lato del Pantheon, perché altrimenti sarebbe stato impossibile arrivare. Sollecitiamo la magistratura capitolina a fare chiarezza sull’episodio. Se i tavolini erano abusivi, allora i proprietari del locale devono essere perseguiti civilmente e penalmente. Se invece esiste un’autorizzazione per l’utilizzo del suolo pubblico in quel tratto di strada, vogliamo sapere su quali criteri sia stata concessa, e se si sia tenuto conto delle esigenze dei mezzi di soccorso. In questo caso non ci sono state conseguenze gravi, ma cosa sarebbe successo se ci fosse stata necessità di soccorsi urgenti ed immediati per salvare vite umane?
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