Molti chiudono già alle 24: «Ma i ‘malati’ vanno in altre città»
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fonte:
- Il Resto del Carlino
DIFFICILE trovare qualcuno, fra i cittadini, nettamente contrario ai provvedimenti annunciati qualche giorno fa dal sindaco Giovanni Malpezzi contro le slot machine. Del resto la ludopatia è una piaga che, secondo i dati diffusi dal Codacons, colpisce il 50% dei disoccupati e il 33% sul totale dei giocatori di videolottery. È un problema di cui si è parlato spesso negli ultimi anni e nel 2013 il consiglio comunale aveva votato all’ unanimità per chiedere all’ amministrazione di intervenire. Nei giorni scorsi abbiamo sentito il parere dei faentini, e c’ è anche chi sarebbe per regole più rigide. «È giusto limitare il gioco, ma è un controsenso che prima se ne parli e poi ci siano pubblicità di scommesse in tv – commentano le sorelle Stefania e Franca Caranti – , le pubblicità in merito dovrebbero essere vietate». D’ accordo anche Vanessa e Martina Loli : «Spesso nei bar vedi persone che stanno davanti alle macchinette anche ore – affermano – se non vincono insistono, e se vincono giocano ancora. È un bene cercare di fermarli». Anche Cristina Rava è d’ accordo: «Il sindaco fa benei, anche se alla fine chi vuole giocare lo fa lo stesso, anche su internet. Ma limitare l’ uso di quelle sotto casa può tagliare fuori una fetta di giocatori non avvezzi al web » Gianluca Ghetti trova inutile lo stesso meccanismo di gioco: «Le macchinette non sono tollerabili, la vincita è solo questione di fortuna». PUR CONDIVIDENDO la lotta alla ludopatia, però, non tutti sono d’ accordo con il ‘premio’ di 2.000 euro che il sindaco propone di dare agli esercenti che decideranno di togliere le slot: «Con tutti i problemi che danno non erano neanche da aprire. Negli anni scorsi lo stato sembrava incentivarle, ora il Comune dà i nostri soldi per farle togliere – dice Barbara Pieri – sarebbe meglio usarli per altro». Alfredo Liverani è d’ accordo con lei: «Bene lottare contro la ludopatia, anche se chi vuole giocare gioca comunque Non sono d’ accordo però con gli incentivi: 2000 euro sono troppi». In controtendenza Davide Leonardi e Francesco Autiero : «Chi gioca sa a cosa va incontro, ed è una sua scelta. Non ha senso promettere 2000 euro di fondi comunali dopo aver permesso alle sale di aprire. E poi, se consideriamo i guadagni a lungo termine, non è conveniente per un commerciante toglierle per quella cifra, e neanche per lo stato visto che quei soldi vanno a suo vantaggio Non penso che questi provvedimenti cambieranno le cose. A Faenza ci sono problemi maggiori di cui preoccuparsi: perché non mettere una pattuglia in più, piuttosto?». Sara Servadei.
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