5 Febbraio 2009

‘Molisannio’, il Codacons lavora all’azione collettiva contro gli organi di vigilanza

L’obiettivo è raggiungere il più alto numero possibile di adesioni. Punta a questo l’azione collettiva che il Codacons nazionale sta organizzando contro “gli organi di vigilanza che hanno impiegato ben quattro anni per ultimare la loro attività di controllo sulla Molisannio Spa”. Una vicenda ripetutamente al centro delle nostre cronache, che ora fa registrare la ‘discesa in campo’ dell’associazione dei consumatori, con un’iniziativa rivolta, potenzialmente, a circa 1200 persone. La domanda è inevitabile: quante di loro sono pronte al sì ad una nuova ‘battaglia’? La speranza espressa dal Codacons attraverso il legale che sta seguendo la situazione, è che si “arrivi a quota 500”; un dato che consentirebbe di abbattere ulteriormente le spese legali, che comunque non supererebbero “i 2 – 300 euro a testa”. Una cifra, quella indicata, che sembra poter spazzare via i legittimi timori degli interessati, già costretti a fare i conti con i danni subiti.
Per capire perchè il Codacons, dopo le segnalazioni di alcuni soci ed azionisti della Molisannio, abbia deciso di agire, è sufficiente consultarne il sito. In una pagina (link ‘aree tematiche’ – ‘banche’ – ‘crack’ finanziari’) si spiega che “i controlli sulla Molisannio spa, da parte degli organi di vigilanza, iniziati nel 2000, terminano dopo quattro anni, mentre la società continua a porre in essere quelle attività che saranno il motivo del provvedimento di cancellazione dall’albo dei soggetti operanti nel settore finanziario previsto dell’art. 106 del TUB”. I passi successivi sono una domanda (“Perchè tanto ritardo nel compimento di una semplice attività di controllo sull’esistenza di libretti di risparmio? “) e la constatazione che “le famiglie che hanno creduto ed investito nella Molisannio Spa si trovano oggi con la sola speranza, realmente minima, di poter recuperare qualcosa dalla procedura concorsuale… Se al contrario i controlli fossero stati tempestivi, la società avrebbe dovuto sospendere immediatamente la sua attività di raccolta non autorizzata, ed i risparmiatori avrebbero evitato di vedersi depredati i propri soldi dalla Molisannio Spa”. Il messaggio si chiude con l’invito, rivolto agli interessati, ad inviare “i dati anagrafici, i recapiti telefonici ed eventuale email, il numero e l’importo di azioni acquistate (con la data di acquisto) in busta chiusa a Codacons – Via F. Corridoni 25 – 00195 Roma, scrivendo chiaramente sulla stessa AZIONE MOLISANNIO. Gli avvocati del Codacons esamineranno la tua documentazione e ti ricontatteranno”.
Come è ampiamente noto, la ‘vicenda Molisannio’ corre su due binari: quello penale – martedì prossimo è in programma l’udienza preliminare a carico di ventisette persone per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio – e quello della vendita dei beni, attualmente in corso, dopo l’ammissione al concordato preventivo e il primo riparto parziale dei creditori, già avvenuto.

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