28 Novembre 2018

Moglie gelosa fa scattare l’ indagine: incastrati dalle telecamere 42 furbetti del cartellino

 

E’ partita dalla segnalazione di una moglie gelosa l’ indagine antiassenteismo delle Fiamme gialle che ha portato, ad 11 arresti, 11 obblighi di firma e 20 denunce a piede libero per, nel complesso, 42 dipendenti regionali dell’ assessorato alla Salute della Regione Siciliana. La donna sospettava che il marito si allontanasse dal lavoro per tradirla con l’ amante per vendicarsi delle presunte corna , nel novembre del 2016, ha chiamato il 117, per denunciare le “strane assenze” del coniuge dal posto di lavoro. La chiamata della moglie gelosa La donna avrebbe voluto così far pagare un presunto tradimento del coniuge, che lei collegava a improvvise mancanze di lui dal posto di lavoro. Sono quindi scattati i controlli che hanno portato all’ inchiesta della Procura. La guardia di finanza è irisalita all’ identità della donna che aveva chiamato al 117, e ironia della sorte suo marito non è tra gli indagati. Anzi è risultato uno degli impiegati più integerrimi: il primo ad arrivare e l’ ultimo ad andare via. Le indagini Secondo la Procura di Palermo dalle indagini è “emersa una consolidata prassi di assenteismo ingiustificato” con “presenze fittizie debitamente e furbescamente certificate”. Le indagini sono riuscite a ricostruire il fenomeno e le modalità con le quali i dipendenti riuscivano, grazie ad una rete di complicità, a garantire la presenza mentre si trovavano fuori per sbrigare faccende private”. Truffava più di un dipendente su 5 Gli indagati, secondo l’ accusa, grazie alla mutua collaborazione fra loro, tramite lo scambio dei badge e l’ utilizzo improprio dei pc aziendali, riuscivano in modo sistematico ad attestare false presenze. Più di un dipendente su cinque truffava sulla presenza al lavoro negli uffici dell’ assessorato regionale alla Salute, in piazza Ottavio Ziino, a Palermo. Grazie a tre computer, alcuni impiegati riuscivano a segnare le presenze anche senza badge. Molti dipendenti mentre risultavano in servizio erano invece soliti recarsi a lavoro con circa 3 ore di ritardo, occuparsi di faccende private, come per esempio la spesa o il parrucchiere e in taluni casi andare anche fuori Palermo. Tra gli indagati anche una coppia Tra gli indagati c’ è una coppia: lui accompagnava la figlia a scuola e l’ andava a prendere all’ uscita, lei timbrava il cartellino del marito. Le telecamere piazzate dai finanzieri hanno immortalato la convivente di un impiegato che si intrufolava in assessorato per timbrare la fine del turno di lavoro, mentre il suo compagno si trovava altrove. “Quello che impressiona in questa indagine iniziata nel 2016 – spiega il comandante del Gruppo di Palermo della Gdf, Alessandro Coscarelli – è il numero di impiegati finiti nell’ inchiesta: 42 su 200 che con disinvoltura hanno segnato 400 ore mai rese. I reati contestati Gli accertamenti svolti dalle fiamme gialle, attraverso pedinamenti, riscontri sul territorio e tramite l’ utilizzo di microspie, hanno consentito di fare luce sul fenomeno dei cosiddetti dipendenti ‘fantasma’, rilevando e censendo più di 400 ore fraudolentemente attestate, ma in realtà mai rese. I reati contestati loro, a vario titolo, sono truffa aggravata, accesso abusivo al sistema informatico e false attestazioni e certificazioni. Codacons, licenziare furbetti cartellino “Se saranno accertati gli illeciti ipotizzati, i furbetti del cartellino scoperti, dalla Guardia di Finanza di Palermo, dovranno risarcire i cittadini per i danni loro arrecati”. Lo afferma il Codacons sull’ operazione antiassenteismo all’ assessorato alla Sanità della Regione Siciliana. L’ associazione di consumatori chiede “il licenziamento immediato dei dipendenti assenteisti e l’ avvio di azioni di recupero delle retribuzioni ingiustamente percepite, soldi che dovranno rientrare nelle disponibilità della collettività”. L’ assessorato parte civile “L’ assessorato della Salute si costituirà parte civile nel procedimento e se dovessero ricorrere i presupposti avvierà le procedure di licenziamento per i dipendenti infedeli”. Lo annuncia l’ assessore alla Regione Siciliana, Ruggero Razza. “Potrei dire – ha aggiunto Razza – che tra i primi atti al nostro insediamento c’ è stata la direttiva sul controllo delle presenze e che i fatti per i quali si procede sono antecedenti all’ insediamento di questo governo, la verità, però, è che fa rabbia pensare che dipendenti pubblici non siano presenti alle loro responsabilità. Sono sicuro che i magistrati andranno in fondo per scoperchiare del tutto questa vergogna”.

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