17 Dicembre 2007

Moggi non ha lasciato il calcio

Napoli Processi in tv, colpi di scena e centinaia di persone coinvolte nella cupola che ha svelato i retroscena inquietanti del calcio italiano. Dopo mesi di silenzio Calciopoli torna a far parlare di sé, questa volta dalla cornice più adeguata: la sede giudiziaria. Nell`aula 112 del Palazzo di giustizia di Napoli ieri mattina è andata in scena per quattro ore, a porte chiuse, l`udienza preliminare dell`inchiesta condotta dai pm partenopei Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci che vede imputate 37 persone per reati gravi tra cui l`associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. La giornata si è aperta con un ulteriore coupe de theatre, ovvero gli atti con nuove intercettazioni depositati ieri mattina dai magistrati titolari dell`inchiesta che testimonierebbero come Luciano Moggi, anche dopo lo scoppio dello scandalo, avrebbe continuato ad avere rapporti con il mondo del calcio e a intervenire in contesti sportivi. I nuovi stralci telefonici riguarderebbero conversazioni avute da Lucky Luciano dall`ottobre 2006 al marzo 2007. I sostituti ritengono dunque che l`attività associativa abbia continuato a dare i suoi effetti anche dopo la squalifica di 5 anni comminata a Moggi al termine del processo sportivo ma non sarebbe coinvolto il campionato in corso. Si parla di affari che riguardano il Siena, il Messina, l`acquisto di calciatori e il recente ingresso di Flavio Briatore (vecchio amicone di Moggi) nella proprietà della squadra inglese del Queens Park Rangers (per la quale lavora anche un altro imputato eccellente, Antonio Giraudo). Tra i documenti depositati da Beatrice e Narducci compare una lunga informativa dei carabinieri e alcuni verbali relativi a recenti interrogatori che saranno oggetto di altre udienze, la prima fissata per l`8 febbraio nell`aula bunker del carcere di Poggioreale. Ma all`esame del gup Eduardo De Gregorio ieri mattina già c`era uno scenario aggrovigliato che alle prime battute ha visto la richiesta della costituzione di almeno diciotto parti civili. Tante le richieste tra cui quella presentata dal Coni, dalla Figc, dalla Lega, dalla Rai, dalla Federconsumatori, dal Codacons e da Atalanta, Bologna, Brescia, Lecce, Roma, Udinese e Salernitana. Il grande assente è stato sicuramente Moggi, indicato dall`accusa come capo della piovra calcistica. Con lui tanti celebri assenti. I primi ad arrivare tra i grattacieli di Kenzo Tange al Centro direzionale nel freddissimo sabato partenopeo sono stati l`ex presidente del Bologna Giuseppe Gazzoni Frascara come parte lesa e l`ex presidente dell`associazione arbitri Tullio Lanese, accusato di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. Determinanti per la prossima fase del processo saranno anche le dichiarazioni rilasciate durante l`interrogatorio di venerdì sera dall`arbitro Gianluca Paparesta (gli atti sono stati depositati sempre ieri mattina insieme alle nuove intercettazioni di Moggi). Paparesta, tornato in campo a novembre 2006 dopo un`inibizione di sei mesi, ha dichiarato che non era una novità incontrare Moggi ai raduni annuali degli arbitri. “Mi sembra significativo – ha detto l`arbitro che fu sequestrato da Moggi negli spogliatoi dello stadio Granillo il 6 novembre 2004 al termine di un burrascoso Reggina-Juventus – il fatto che almeno negli ultimi due-tre anni prima di Calciopoli, in occasione del raduno annuale precampionato che si svolgeva a Sportilia-Santa Sofia, Moggi era sempre presente o come persona invitata o, addirittura, come persona premiata, pur essendo quel raduno, e la manifestazione collegata, propri del mondo arbitrale“. Paparesta ha poi ammesso di aver utilizzato le schede telefoniche estere fornite da Moggi e dall`ex ds del Messina Fabiani a molti direttori di gara, spiegando però che queste gli erano state date dal padre (ex arbitro) e che lui ignorava fossero di un gestore straniero. Capitò proprio dopo il fattaccio di Reggio Calabria. “Fabiani mi chiamò passandomi al telefono Moggi il quale iniziò il solito sproloquio dicendo che continuavo a danneggiare la Juventus e che in tutta la sua carriera lui non aveva mai visto un arbitro che si comportava in maniera così avversa alla sua squadra. Replicai che avevo fatto sempre e solo il mio dovere e che quando andavo in campo non avevo in testa nè una particolare squadra nè un particolare dirigente. La conversazione durò qualche minuto e sostanzialmente ciascuno restò sulle proprie posizioni“. Paparesta ha precisato all`Ansa di non aver mai ricevuto schede svizzere direttamente da Moggi: “Non ho mai confessato una cosa del genere“. Sulle richieste depositate ieri per la costituzione di parte civile il gup De Gregorio si pronuncerà il 25 gennaio mentre l`ex presidente del Bologna Gazzoni ha già avanzato i suoi dubbi sulla richiesta avanzata dalla Figc: “Contro chi si è costituita? Forse contro se stessa“. Gazzoni ha inoltre ribadito con fermezza che “il campionato italiano deve fermarsi se, come mi auguro, verranno adottate azioni patrimoniali nei confronti di Juventus, Fiorentina e Reggina“. L`ex patron dei rossoblu ritiene di essere stato danneggiato sia per la retrocessione in serie B ma anche per il mancato ripescaggio e ha avanzato una richiesta di risarcimento per “qualche decina di milioni di euro“.

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