Moby Magic, a processo gli ufficiali
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fonte:
- L`Unione Sarda
E il Codacons chiede un risarcimento adeguato ai danni
Ha tagliato corto il giudice dell`udienza preliminare Alessandro Di Giacomo, per l`incidente della Moby Magic (traghetto della compagnia di Vincenzo Onorato) non c`è bisogno di altre indagini o ulteriori consulenze tecniche. È così il comandante del traghetto Gianfranco Cutugno e il terzo ufficiale Gennaro Di Meglio sono stati rinviati a giudizio per naufragio colposo. Il prossimo 5 ottobre il comandante dovrà difendersi dall`accusa di aver affidato la nave al giovane terzo ufficiale, in una zona disseminata di scogli e secche, sotto costa e in condizioni meteomarine assolutamente proibitive. Di Meglio, 26 anni, viene invece accusato dal pubblico ministero Valerio Cicalò, di non essersi attenuto alla rotta indicata da Cutugno e di aver omesso di verificare la posizione della nave attraverso radar e gli altri strumenti a disposizione nella plancia di comando. Saranno quindi i giudici del Tribunale di Tempio il prossimo autunno ad occuparsi del naufragio avvenuto l`11 settembre 2003 sulla Secca dei Monaci. I difensori del comandante e del terzo ufficiale avevano chiesto al giudice Di Giacomo di approfondire, anche disponendo nuove indagini e perizie, una serie di questioni che ritenevano poco chiare. A cominciare dalla verifica dell`ipotesi di un incidente provocato da un corpo semi sommerso contro il quale la nave sarebbe andata a sbattere. Ma così come invece chiedeva il pubblico ministero Valerio Cicalò, il gup ha ritenuto che la relazione della Capitaneria di porto di Olbia e tutti gli altri atti inseriti nel fascicolo, siano sufficienti per consentire ai giudici di decidere sulla responsabilità di Cutugno e Di Meglio. A questo punto eventuali ulteriori consulenze potranno essere disposte dal Tribunale, anche se i difensori avevano iniziato a sollecitarle dall`apertura del procedimento davanti al gup. Tra l`altro anche gli avvocati che assistono i passeggeri della Moby Magic, avevano insistito perché il pubblico ministero inserisse tra i capi d`imputazione nuove contestazioni. «Come avevamo già chiesto subito – spiega l`avvocato del Codacons, Benedetto Ballero – abbiamo invitato il pubblico ministero a verificare le procedure seguite per l`abbandono della nave. Fatti descritti minuziosamente dagli stessi passeggeri. E ora apprendiamo anche che durante la navigazione erano in corso operazioni tecniche sulle quali vorremmo vederci chiaro». In effetti nella querela presentata dai legali Maurizio Scarpari, Benedetto e Roberta Ballero, si legge ad esempio che: «Per poter calare le scialuppe ci si è trovati in presenza di funi ricoperte di vernice, nodi che non si scioglievano, ganci ossidati che hanno richiesto l`uso di accette. La discesa in acqua è stata veramente difficile, con terribili oscillazioni delle scialuppe cariche di passeggeri, cavi e ganci che ruotavano impazziti, tanto che qualcuno è stato anche colpito, pur senza gravi conseguenze. Una volta che le scialuppe hanno raggiunto il mare è stato veramente molto complesso e pericoloso staccarle dal fianco della nave. Solo la determinazione e la disperazione di chi si trovava a bordo delle scialuppe ha fatto sì che, senza che vi fosse un coordinamento o direttiva di alcuno, con l`aiuto delle mani riuscisse a farle scivolare lungo il fianco della nave». A bordo, la sera dell`11 settembre 2003 c`erano 170 persone, di cui 80 dell`equipaggio, e 85 passeggeri, più due tecnici di una ditta specializzata, due ispettori della compagnia Moby Line e un ispettore del Registro navale italiano. Circa venti delle auto sistemate nel garage, vennero irrimediabilmente danneggiate. «Noi chiediamo ? queste le parole dell`avvocato Benedetto Ballero ? che i passeggeri vengano adeguatamente risarciti». A quanto pare soltanto poche delle persone che viaggiavano sulla Moby sono rimaste soddisfatte dalle proposte della compagnia. L`avvocato Alessandro Bonni, difensore di Gennaro Di Meglio ha ottenuto che venga acquisito un filmato realizzato dai sommozzatori della guardia costiera nella Secca dei Monaci il giorno dopo il naufragio. A quanto pare la Moby Line, oltre al terzo ufficiale Gennaro Di Meglio, avrebbe licenziato anche il padre Michele, comandante di un traghetto della compagnia di Vincenzo Onorato. Michele Di Meglio ha già avviato una causa di lavoro davanti al tribunale di Livorno contro la compagnia.
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