4 Giugno 2019

Mobili pagati e mai ricevuti: mille clienti disperati

cucine, camerette e divani: inevasi ordini per 200mila euro a causa della chiusura di mercatone uno
SONO un migliaio in tutta la Toscana (e la metà è di Firenze) i clienti di Mercatone Uno interessati dal fallimento della catena, 20mila in Italia. Nella regione in ballo ci sarebbero circa 200mila euro già versati per merce non consegnata dei quali i clienti chiedono la restituzione. In Toscana i punti vendita sono due, uno a Navacchio e l’ altro a Calenzano, quest’ ultimo uno dei più frequentati da fiorentini, pratesi, pistoiesi. In tanti si sono rivolti alle associazioni dei consumatori per chiedere come fare a ottenere il rimborso degli acconti o ricevere a casa la merce ancora non consegnata. Federconsumatori sta seguendo a Firenze una decina di casi. Tra questi quello di un ipovedente che ha dato 700 euro di acconto per alcuni mobili, mai arrivati a casa. Ma c’ è anche chi ha sborsato di più, fino a 6mila euro. Come in uno dei tre casi che sta seguendo il Codacons Toscana. «Il cliente – spiega Silvia Bartolini, presidente del Codacons Toscana – ha comprato una cucina. Ha prima pagato un acconto di circa 2mila e, prima della consegna, il saldo. Consegna però che non c’ è stata». Le associazioni dei consumatori si sono già attivate a livello nazionale chiedendo al Governo di individuare soluzioni per giungere al rimborso integrale di quanto versato in acconto o per garantire la consegna della merce ricorrendo direttamente dai fornitori. Nel frattempo, i consumatori possono anche rivolgersi da soli al curatore fallimentare, agli istituti di credito della carta di credito o del bancomat con il quale hanno pagato i mobili o alle finanziarie con le quali sono stati attivati i finanziamenti. Ma la strada è comunque lunga e complicata. La società proprietaria del Mercatone Uno, la Shernon Holding, è fallita e nell’ elenco dei creditori i consumatori sono ultimi, in qualità di chirografari. Prima vengono i fornitori, che sono i creditori privilegiati, poi i lavoratori. Questi ultimi sono a casa senza stipendio né ammortizzatori sociali dal 25 maggio scorso, quando hanno scoperto, via social, che i 55 punti vendita che la società, con sede a Milano, aveva rilevato nel 2018 da Mercatone Uno, era fallita e non avrebbe riaperto i punti vendita. Nel negozio di Calenzano sono 18 i dipendenti coinvolti, per i quali i sindacati chiedono al Governo che possano usufruire degli ammortizzatori sociali. «Un modo per prendere tempo e sperare che si affacci qualche soggetto interessato ad acquisire Mercatone Uno», commenta Massimiliano Bianchi, segretario della Filcams Cgil di Firenze. «Siamo di fronte ad una vicenda grottesca, dove – sottolinea – una società in amministrazione straordinaria ha ceduto 55 negozi alla Shernon Holding, che avrebbe dovuto far uscire l’ azienda dalla crisi e invece dopo poco ha chiesto il concordato preventivo, istanza che il tribunale di Milano ha rigettato, con conseguente fallimento». Il fallimento di Mercatone Uno sarà al centro dell’ incontro del prossimo 13 giugno convocato proprio ieri in Regione dal consigliere per il lavoro Gianfranco Simoncini. «La vicenda – si legge nella nota della Regione – è seguita direttamente dal presidente Enrico Rossi che nei giorni scorsi ha coinvolto, tramite gli uffici della Regione, il sistema degli sportelli a tutela dei consumatori per assistere i clienti che hanno versato acconti per l’ acquisto di prodotti che non saranno mai consegnati». Monica Pieraccini.

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