17 Aprile 2011

Mobili a rate, la beffa diventa doppia

Dopo la beffa, la certezza di poter interrompere i pagamenti per una fornitura di mobili mai ricevuta o avuta in parte. La "vertenza" Aiazzone ha trovato un’ altra scappatoia per tutelare le centinaia di famiglie tradite dal mobilificio fallito. E mentre la protesta va avanti anche su facebook, il Codacons dell’ Umbria ha infatti raggiunto un accordo con le due principali società finanziarie convenzionate (Findomestic e Fiditalia) per concedere ai clienti di non pagare più le rate dei finanziamenti sottoscritti per gli acquisti di mobili e arredi. Prestiti che in media vanno dai 12 ai 18mila euro per i quali i clienti, pur non avendo ricevuto la merce, hanno continuato a pagare le rate anche dopo il fallimento della ditta. «Pur sapendo di trovarsi sull’ orlo del fallimento – spiega Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – l’ azienda ha continuato a vendere i prodotti su ordinazione con la maggior parte dei clienti che per pagare ha acceso un finanziamento. Per i quale queste persone continuano a versare rate pur avendo la certezza che non riceveranno mai quei mobili». Per arginare tale trappola che si è creata, il Codacons ha stretto un importante accordo con due società finanziarie. «Non sapendo come uscire da tale situazione – aggiunge Falcinelli – abbiamo trovato un accordo che consente ai clienti traditi di inoltrare richiesta, tramite la nostra associazione, per interrompere il finanziamento di coloro che non hanno ricevuto la merce ordinata. A chi ha visto onorato in parte l’ ordinativo, sarà fatto un conguaglio in base al quale al cliente sarà interrotto il versamento delle rate o sarà conteggiato l’ importo effettivo da pagare». La procedura va attivata recandosi presso la sede regionale dell’ associazione, in via Filzi, a Madonna Alta di Perugia (telefono 075 5052353). «Con tale richiesta si blocca anche il meccanismo di cessione del credito a terzi che le due finanziarie stanno mettendo in atto». Tutto questo in attesa degli sviluppi dell’ inchiesta aperta dalla procura di Torino in seguito alle migliaia di denunce ricevute (in Italia si contano almeno 13mila casi) e che vede indagate cinque persone accusate di bancarotta fraudolenta, evasione fiscale, riciclaggio e truffa. Fascicolo che potrebbe aprire spiragli anche sul versante risarcimenti. Intanto, il tam tam dei clienti "traditi" va avanti anche su facebook dove è nata un’ apposita pagina, "Aiazzone, consegne sbagliate, merce non ricevuta", diventata valvola di sfogo per molti di loro. C’ è anche un altro fenomeno di cui tener conto: in tanti, tra i clienti traditi da Aiazzone, di quei mobili aveva bisogno davvero e si è trovato costretto a rivolgersi ad altri rivenditori accendendo altri finanziamenti. Con il risultato di trovarsi a pagare doppie rate, in attesa che quelle "fantasma" siano almeno stoppate. RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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