Mittal, il Tar dà ragione al sindaco di Taranto
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Gli impianti dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto, gestiti dal novembre 2018 da ArcelorMittal vanno spenti entro due mesi perché «permangono situazioni di rischio» per la salute pubblica. Lo ha deciso il Tar di Lecce (presidente estensore Antonio Pasca), respingendo così nel merito i ricorsi proposti da ArcelorMittal e Ilva in As contro l’ordinanza numero 15 del 2020, firmata dal sindaco di Taranto Rinaldo Melucci (assistito nel giudizio dall’avv Francesco Saverio Marini), che imponeva ai gestori l’individuazione e il superamento delle criticità derivanti da fenomeni emissivi del siderurgico, disponendo, in difetto, la fermata dell’area a caldo. Il sindaco firmò l’ordinanza citando ripetuti fenomeni emissivi con rischi per la salute della popolazione e partendo dalla denuncia presentata dai sindacati in merito allo sforamento di valori registrato in quattro giorni di agosto del 2019 (5, 17, 18 e 19) per le emissioni in atmosfera dal camino E312 Melucci indicò l’intero carteggio che riguardava il capitolo emissioni, le criticità segnalate in questi mesi e la corrispondenza epistolare con Arpa, Asl, Ispra e Ministero dell’Ambiente Poi citò il verbale dell’Arpa che ha documentato il 21 febbraio del 2020 un aumento significativo, dalle centraline di monitoraggio Meteo- interna allo stabilimento e da quelle del rione Tamburi, di due inquinanti, acido solfidrico (H2S e anidride solforosa (SO2 che aveva provocato emissioni odorigene avvertite nitidamente sul territorio. Nell’ordinanza il sindaco rammentò infine gli studi epidemiologici sulle stime di mortalità, ospedalizzazione e incidenza dei tumori, che indicano «la permanenza di alcune criticità sanitarie». Secondo i magistrati di Lecce (che hanno valutato anche le costituzioni a sostegno del Comune di Taranto, di Arpa Puglia e Codacons), dalle risultanze acquisite deve «ritenersi pienamente sussistente la situazione di grave pericolo per la salute dei cittadini, connessa dal probabile rischio di ripetizione di fenomeni emissivi in qualche modo fuori controllo e sempre più frequenti, forse anche in ragione della vetustà degli impianti tecnologici di produzione». Rileva quindi il collegio che «pertanto il termine assegnato nella misura di 60 giorni per il completamento delle operazioni di spegnimento dell’area a caldo, nei termini e nei modi esattamente indicati nella stessa ordinanza sindacale impugnata, deve ritenersi decorrere ex novo dalla data di pubblicazione della presente sentenza, in quanto medio tempore sospeso per effetto della sospensione cautelare dell’efficacia del provvedimento contingibile e urgente». Sono diverse le censure sia di metodo che di merito che il Tar rivolge a Ilva in As e ArcelorMittal Nel metodo, per aver rifiutato ogni forma di leale collaborazione con il Comune di Taranto, assumendo anzi un atteggiamento ostruzionistico. Nel merito, perché «un adeguamento tecnologico degli impianti e la conversione dell’alimentazione dei forni dal carbone all’elettrico avrebbe probabilmente scongiurato un gran numero di decessi rematuri e un’incidenza così elevata di malformazioni e patologie oncologiche, anche in età pediatrica e infantile». «Con questa sentenza, si spezza ogni ricatto, cade il tabù che la salute sia uguale al lavoro e cadono anche tante menzogne raccontate in questi anni. Io credo che Taranto oggi si è liberata definitivamente. Nulla sarà più come prima, non torneremo indietro» ha detto il primo cittadino di Taranto Rinaldo Melucci commentando, in conferenza stampa, la sentenza del Tar. In collegamento video è intervenuto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, auspicando una immediata convocazione da parte del premier Draghi per la firma di un accordo di sviluppo. «Io spero che la comunità – ha aggiunto Melucci possa affrontare questa nuova fase di cambiamento, in unità, nel dialogo, senza più fare l’errore che in quelle ferite che ci portiamo dentro di continuare a urlarci addosso, strumentalizzare, dividerci». ArcelorMittal ha annunciato ricorso al Consiglio di Stato mentre il Pd lunedì presenterà una mozione in Consiglio comunale a Taranto a sostegno di Melucci ed Emiliano.
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